Pino crolla sopra un’auto, ferito 46enne

19 Gennaio 2017

La sua Lancia Y è stata schiacciata dall’albero caduto in via della Pineta, l’uomo ricoverato con un trauma cranico facciale

PESCARA. «Mio figlio è un miracolato, per un pelo non è rimasto schiacciato dall’albero». Alessio Barbone, gestore della pineta per tanti anni, ora in pensione, ha la voce rotta dall’emozione nel raccontare ciò che è accaduto a suo figlio Alessandro, 46 anni, nella notte tra martedì e mercoledì scorsi. Un pino secolare in via della Pineta è crollato all’improvviso mentre l’uomo transitava con la sua auto, una Lancia Y. La vettura è stata schiacciata dal peso dell’albero e Alessandro Barbone ha riportato, fortunatamente, delle ferite non gravi. Trasportato dal 118 all’ospedale civile, è stato ricoverato al reparto Maxillo facciale con un trauma cranio-facciale, la rottura del setto nasale, diverse ferite da taglio sul viso e sul cuoio capelluto e una sospetta rottura del legamento di una spalla. Ne avrà per 30 giorni.

La vicenda raccontata dal padre fa venire i brividi. «Mio figlio aveva appena salutato il suo amico dopo aver visto insieme a lui la partita di calcio in tv», spiega Alessio Barbone, «Alessandro, intorno a mezzanotte e 40, è poi salito sulla sua auto per andare a comprare le sigarette al vicino distributore Agip. Mentre percorreva via della Pineta ha sentito un rumore molto forte. Era un grosso pino che si stava sradicando dal suolo, probabilmente a causa del terreno ammorbidito dalla neve e dalla pioggia di questi giorni».

«Mio figlio non ha fatto in tempo ad accorgersi di ciò che stava accadendo quando l’albero è precipitato sulla Lancia Y», afferma il padre, «la sua macchina è stata letteralmente schiacciata e per un soffio Alessandro non è finito sotto il pino». Sul posto sono intervenuti la polizia stradale, che ha provveduto a effettuare i rilievi, i vigili del fuoco e un’ambulanza del 118.

Secondo quanto riferito dal padre, quel pino crollato si sarebbe trovato all’interno del tratto di pineta di proprietà di un privato. «Già da tempo avevo segnalato il pericolo per quell’albero pendente, piegato dalla parte della strada», rivela Alessio Barbone, «ogni volta che passavo là sotto avevo paura, ma non sono stato ascoltato».

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