Pista ciclabile crollata Ora è rischio esondazione

8 Settembre 2017

Da 7 mesi il percorso è sprofondato dentro Fosso Grande, ma nessuno interviene Il Comune aspetta una mossa del Genio civile per evitare il pericolo allagamenti

PESCARA. Una pista ciclabile mai usata in 21 anni anche se, nel 1996, è costata 845 milioni di vecchie lire. È la storia di uno spreco quella della pista ciclabile costruita all’epoca del sindaco Carlo Pace lungo Fosso Grande e poi lasciata morire: si tratta di un percorso lungo un chilometro che, però, non porta da nessuna parte perché finisce contro muro. E adesso è ancora peggio perché, 7 mesi fa, la pista è crollata e da allora non è stato fatto niente e torna l’incubo delle esondazioni.
La pista è franata proprio sotto il nuovo ponte di legno realizzato dal Comune di Pescara in via Francia ed è finita nel canale di scolo. Lo stesso Fosso Grande che, nel 2013, è esondato provocando danni su danni. Così quell’opera incompiuta diventa, oggi, un rischio per gli allagamenti: il canale tra Montesilvano, Pescara e Villa Raspa di Spoltore potrebbe ostruirsi a causa del terreno sprofondato. Una minaccia in vista dell’autunno e dell’inverno visto che la zona di Fosso Grande è da sempre sinonimo di allagamenti: in via del Circuito, al confine tra Pescara e Villa Raspa di Spoltore, l’esondazione del 2103 con garage, scantinati, appartamenti e negozi al piano terra allagati se la ricordano tutti.
Da 7 mesi, la pista è distrutta ed è scivolata nel canale a causa del maltempo: da allora, non è stato fatto niente e tutto è rimasto uguale. Per il Comune, la competenza dell’area è del Genio civile che dovrebbe mettere a punto un progetto per il ripristino del percorso ma, soprattutto, per la rimozione dei detriti finiti nel canale. Dopo la maxi pulizia dell’anno scorso, eseguita sempre dal Genio civile, Fosso Grande è tornato invaso dalla vegetazione selvaggia e l’argine crollato potrebbe rivelarsi un pericolo in più per il deflusso dell’acqua. Anzi, con la pioggia, potrebbero verificarsi nuovi crolli della pista. L’amministrazione comunale, quindi, attende una chiamata dal Genio civile. Che però non è ancora arrivata. Di certo, il Comune non vuole accollarsi l’onere di pagare i lavori. E se non si troverà un accordo si rischia un muro contro muro tra Genio civile e Comune.
Ora, le stesse transenne di febbraio bloccano ancora l’accesso all’altezza di via Francia. Anche se, in realtà, la pista non è mai stata usata: ricoperta di erbacce alte più di due metri per anni e anni, è stata aperta per una manciata di mesi soltanto l’anno scorso dopo l’intervento di pulizia di Fosso Grande. Ma, con il percorso danneggiato dalle radici degli alberi e con il muro che ferma i ciclisti, la pista è rimasta sempre senza frequentatori.
Originariamente, nei piani del Comune, la pista di Fosso Grande avrebbe dovuto collegarsi con quella del parco fluviale sul lungofiume: due opere segnate dal degrado. La prima versa nelle condizioni che si possono vedere nelle foto che pubblichiamo ed è inutilizzabile; la seconda è nell’incuria e in mano a disperati, tossicodipendenti e vandali.
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