Pizzette, selfie e la pace apparente

Ancora schermaglie tra i due partiti della coalizione dopo la lite su buche e concerti
PESCARA. La trattativa, per ora un dialogo sottotraccia, che potrebbe portare il vicesindaco Gianni Santilli e il consigliere comunale Salvatore Di Pino ad abbandonare la Lega e a passare in FdI agita le acque nella maggioranza di centrodestra. Lega e FdI sono i due partiti della coalizione già arrivati ai ferri corti fino al conclave risolutore del 20 giugno scorso quando il consigliere comunale di Forza Italia, Claudio Croce, ha aperto il giardino della sua villa per una serata a base di pizzette, politica e selfie: FdI voleva più fondi per i concerti; la Lega chiedeva più contributi per la manutenzione della città, a partire dall’asfalto per le buche. Alla fine, è passata la linea della Lega con un taglio alle feste. Ma tra Lega e FdI, adesso, la pace sembra apparente.
In questo scenario, gli equilibri a palazzo di città potrebbero cambiare: FdI – dopo il record di voti alle elezioni politiche del 25 settembre scorso (in città 24,9% alla Camera e 22,7% al Senato a fronte di una media regionale del 27,89% e 27,25%) con l’elezione del deputato Guerino Testa – sgomita per un ruolo da battistrada e potrebbe aprire le sue porte: un’operazione che ha lo sguardo puntato alle candidature per le prossime tornate elettorali. Il partito di Giorgia Meloni conta su tre consiglieri, Zaira Zamparelli, Cristian Orta e Mauro Renzetti, e un assessore, Alfredo Cremonese. Troppo poco per un partito che vorrebbe recitare un ruolo da protagonista anche nella scelta del candidato sindaco nel 2024.
Il possibile passaggio di Santilli e Di Pino con FdI riapre una doppia ferita. Perché i precedenti sono due: dei tre consiglieri di FdI, soltanto Zamparelli è stata eletta con il partito della Meloni. Orta (425 voti) è arrivato nei mesi scorsi uscendo dalla Lega tra le polemiche e Renzetti, primo dei non eletti proprio con la Lega (409 voti), è entrato in consiglio di recente dopo la nomina ad assessore della leghista Maria Rita Carota abbracciando subito FdI. In un pugno di mesi, la Lega si è ritrovata da 9 consiglieri, compreso il presidente del consiglio Marcello Antonelli, a 7 e adesso potrebbe ritrovarsi addirittura a 6: se accadesse, la Lega perderebbe lo scettro di gruppo più numeroso in aula e finirebbe a pari merito con Forza Italia, partito del sindaco Carlo Masci. (p.l.)

