Più regole per controllare la movida

Provvedimenti dei sindaci contro gli eccessi. Lo psicologo: «Ecco cosa accade ai giovani»
PESCARA . «Il rischio è che, come succede con una pentola a pressione, nel momento in cui rimani chiuso così tanto tempo, poi scarichi tutto insieme senza controllo». È il paragone che l’esperto Mario Fulcheri, professore ordinario di psicologia clinica all’università d’Annunzio di Chieti, utilizza per spiegare la movida incontrollata di cui non mancano episodi dopo il ritorno dell’Abruzzo in zona bianca.
I PROVVEDIMENTI. Proprio per limitare spiacevoli fatti, nelle principali città abruzzesi sono stati presi dei provvedimenti. A Chieti, ad esempio, il sindaco ha firmato l’ordinanza valida per tutta l’estate che permette il consumo delle bevande in vetro o lattina sul posto o in contenitori di materiali diversi. L’obiettivo è tutelare la pubblica incolumità, prevenendo eventuali bivacchi o risse. A Pescara fino al 7 luglio bar, ristoranti, pub e pizzerie delle zone di piazza Muzii e centro storico dovranno chiudere entro l’una e mezza il venerdì e sabato, dalla domenica al giovedì la chiusura è invece a mezzanotte e mezza. Nelle altre zone della città dalla domenica al giovedì la chiusura è all’una, il venerdì e sabato alle 2. Ad Avezzano fino al termine del mese è previsto lo stop della musica a mezzanotte e locali chiusi all’una dal lunedì al giovedì (con stop alla vendita di alimenti e bevande a mezzanotte) e all’1.30 nel fine settimana con la somministrare di cibi e alcolici fino all’1. Un provvedimento, quest’ultimo, emanato da una parte per garantire l’ordine pubblico a beneficio dei residenti del centro e dall’altra per vigilare sulla salute pubblica limitando possibili contagi tra i giovani.
PARLA L’ESPERTO. «Non è semplice rimanere chiusi per oltre un anno, soprattutto tra i più giovani, considerando anche che il movimento rappresenta una delle componenti fondamentali della vita», dice il professore commentando gli eccessi tra i giovani. «L’aggressività, che non va confusa con la violenza, può non trovare a volte un canale costruttivo, diventando quindi una manifestazione non utile. Io ritengo che noi abbiamo un’ottima generazione giovanile, in questo anno e mezzo sono stati molto bravi, ma di solito non vengono ringraziati spesso, anzi si guarda più a quello che fanno di sbagliato rispetto a quanto fanno di giusto». Tra i giovani poi c’è il concetto della sfida: «Quello dell’adolescenza, in particolare, è un periodo di ambivalenza dove da un lato si è ancora dipendenti dai genitori ma dall’altro si ha già una spinta verso un’autonomia. Pertanto anche la socialità ha sempre rappresentato un momento molto importante». E allora cosa fare? «Io ho l’impressione che ci sia poco controllo, e non vuol dire poche forze dell’ordine in giro. Parlo di un controllo che non sia solo punitivo, serve un’attività che invece di essere basata sulla paura e sulla punizione, sia più di aiuto, affiancata ad una corretta campagna di informazione, al lavoro con le scuole e le famiglie».
I CONTROLLI. Ed a proposito di controlli il leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato un rafforzamento delle forze dell’ordine in Abruzzo. In particolare in provincia di Chieti, più di 18 donne e uomini in divisa andranno ad arricchire l’organico delle forze dell’ordine da metà luglio a metà settembre. A Pescara saranno più di 14, mentre a Teramo sono 16. «È una risposta concreta alle necessità del territorio in vista del periodo turistico, fortemente voluta dal sottosegretario all’Interno con delega alla Pubblica sicurezza Nicola Molteni», dice Salvini.

