«Più servizi per le aree interne»

26 Luglio 2020

Roccaraso, Stati generali della montagna. Il ministro Provenzano: vanno superati i divari

ROCCARASO. Programmazione, servizi essenziali e niente più diseguaglianze per le aree interne. Questa la sintesi della due giorni degli Stati generali della montagna che si sono conclusi ieri a Roccaraso. Francesco Boccia, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, promotore dell’iniziativa, ha voluto ascoltare la voce dei territori facendo parlare i sindaci abruzzesi Catiuscia Cacciatore di Arsita, Giovanni Mastrogiovanni di Scanno, Domenico Vespa di Villa Celiera e Claudia Fiore di Roccaspinalveti. Sono stati proprio loro ricordare, insieme al padrone di casa, Francesco Di Donato, che c’è la necessità per i comuni montani di avere gli strumenti necessari volti ad assicurare servizi essenziali ai cittadini e norme adeguate ai contesti economici, sociali e ambientali delle aree interne. Stesso concetto è stato poi ribadito da Massimo Castelli, coordinatore piccoli Comuni Anci, Marco Bussone, presidente Uncem, e Luigi Bertschy, assessore Regione della Valle d’Aosta, secondo il quale «c’è bisogno di dare maggiore impulso a tutta la base normativa e di aggiornarla rispetto alle evoluzioni di questi mesi nei quali ci siamo trovati tutti a gestire una situazione straordinaria». Il fondo di 10 milioni annui destinato alla montagna va rivisto alla luce di una programmazione che il Governo, attraverso i suoi rappresentanti, è pronto a mettere in campo. Francesco Tufarelli, direttore generale ufficio I dipartimento Affari Regionali, ha moderato i lavori nella sala consiliare del Comune di Roccaraso ai quali hanno preso parte, tra gli altri, l’onorevole Stefania Pezzopane, Luca Spada, presidente Eolo, Antonio Nicoletti, responsabile aree protette Legambiente, Luigi Gubitosi, amministratore delegato e direttore generale Tim, e Fabio Renzi, segretario generale Symbola Fondazione per le Qualità Italiane, e poi ha passato la parola a Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud e la Coesione territoriale. «I divari territoriali ci hanno spezzato le ossa nel corso del tempo», ha dichiarato Provenzano, «le politiche pubbliche sono state cieche rispetto agli effetti che hanno avuto sui territori. La nostra non è una battaglia di resistenza, siamo depositari di un patrimonio di saper fare, di conoscenze, di vita comunitaria di cui abbiamo bisogno per andare nella direzione per cui ci siamo impegnati. E la sfida è capire come orientare un'innovazione, volgerla alla sostenibilità sociale, ed evitare che diventi un fattore di esclusione».
Il ministro per il Sud e la Coesione territoriale ha evidenziato che la riprogrammazione dei fondi europei è una grande opportunità per le aree interne perché potranno contribuire a colmare «i divari di cittadinanza tra i territori. Dobbiamo smetterla con l'approccio ragioneristico e assicurare livelli essenziali in ogni luogo del nostro paese». A trarre le conclusioni degli Stati generali della montagna è stato poi Boccia che ha assicurato un impegno concreto del Governo per le aree montane. «È un nostro dovere garantire che l’ambulanza che oggi non c’è a Roccaspinalveti», così come ha denunciato la sindaca Fiore, diventi un impegno di tutti noi», ha sottolineato il ministro, «questo vuol dire investire in prevenzione, prevenzione territoriale che deve essere pubblica e capillare». Per i servizi delle aree di montagna Boccia ha ribadito che vanno garantiti ovunque per ridurre lo spopolamento e frenare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici. «Vanno definiti i livelli dei servizi una volta per tutte in maniera chiara e trasparente e lo Stato poi pagherà, come è giusto che sia, il conto nei confronti delle aree più deboli», ha concluso il ministro democratico, «il Recovery Fund ci mette a disposizione risorse che devono ridurre le diseguaglianze, tocca a noi decidere da dove partire con le infrastrutture, con la banda ultralarga, con gli investimenti: le aree interne, le aree di montagna, le valli, le aree a rischio spopolamento al nord come al sud sono la priorità; così come tutto il Mezzogiorno rispetto alle aree più sviluppate. Sulle materie non Lep (Livelli essenziali di prestazione) andremo avanti celermente con il decentramento amministrativo. Linee guida chiare da parte dello Stato e autonomia a Regioni e sindaci, io mi fido di voi, siete autorevoli articolazioni dello Stato e meritate la massima fiducia, questa è la leale collaborazione che ci ricorda la nostra Costituzione».