Poggio Picenze

Poggio Picenze: è scomparso Antonio Galeota, ex sindaco e fine intellettuale

4 Gennaio 2026

Guidò il Comune dal 1970 al 1980 lasciando opere e istituzioni durature. Dopo il sisma scrisse un libro e fu autore di ricerche e saggi del “Dizionario Poggiano”

POGGIO PICENZE. È morto all’età di 83 anni Antonio Galeota, per 10 anni, dal 1970 al 1980, sindaco di Poggio Picenze. Lascia la moglie e due figli. Laureato in Giurisprudenza, per circa trent’anni ha lavorato nel servizio programmazione della giunta regionale. Antonio Galeota andava molto fiero del periodo in cui ha guidato l’amministrazione comunale. Come hanno ricordato ieri tanti suoi amici, promosse «importanti opere pubbliche: la circonvallazione del paese e nuove strade, la realizzazione di fontanili per i contadini, la stesura del programma di fabbricazione, furono istituite la scuola materna statale e la Biblioteca comunale intitolata a Salvatore Massonio». Sarebbe però riduttivo parlare di Antonio Galeota solo come di un bravo amministratore comunale e funzionario pubblico. Chi scrive lo ha conosciuto bene. Antonio si sentiva, ed era, soprattutto un intellettuale a tutto tondo, innamorato del suo paese, Poggio Picenze, attento studioso di storia, osservatore spesso critico della politica dei nostri giorni e curioso «delle cose del mondo» come amava dire. Dal 2005 era socio ordinario della Deputazione Abruzzese di Storia Patria. Una sua dettagliata e innovativa ricerca è stata pubblicata nel 2018 nella collana “Quaderni del Bullettino” con il titolo “Nuove ipotesi sui percorsi delle vie pubbliche nel territorio vestino” con particolare riferimento alla Claudia Nova. Nel 2010, un anno dopo il terremoto del 6 aprile, diede alle stampe “La prima ora” un racconto dei momenti drammatici vissuti da lui e dalla comunità di Poggio subito dopo la scossa delle 3.32.

Nel luglio 2018 ha pubblicato per Verdone editore “Quelli che hanno dato, storia del Meridione dal 1860 a oggi”. Mi chiese di scrivere la prefazione di quel libro e in un passaggio sottolineai come «le analisi che fa l’autore ci portano a comprendere a fondo il perché il Mezzogiorno è stato condannato all'arretratezza. Galeota non fa un’operazione revisionista o populista ma attraverso fatti e vicende simboliche si mette dalla parte della gente normale spesso sfruttata, tartassata e mai messa in grado di potersi autodeterminare». Il lascito più importante di Galeota sono i due volumi pubblicati nel 2006 “La Parlate i la Memorie”. Il primo volume era il “Dizionario Poggiano”. Il secondo aveva come sottotitolo “La storia, l’emigrazione, gli aneddoti, la vita quotidiana” di Poggio Picenze scritto con altri 5 autori. Nella presentazione Galeota sottolineava: «Da anni avvertivo la necessità di non disperdere il patrimonio culturale rappresentato dalla nostra lingua e dalla nostra storia anche per atto di riconoscenza e rispetto nei confronti delle generazioni precedenti che l'avevano pazientemente costruito e arricchito». Se ne va un caro amico. Mi mancheranno le lunghe e coinvolgenti chiacchierate e anche i dolcissimi “fichi” del suo orto. Ciao Antonio. I funerali si sono svolti oggi a Poggio Picenze.

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