Pollice e la rinascita di Roccacaramanico

14 Settembre 2024

ROCCACARAMANICO. Lui ci ha sempre creduto. E non si è mai abbattuto, né tirato indietro. Se Riccardo Milani, regista di “Un mondo a parte” lo avesse conosciuto, ne avrebbe fatto sicuramente l’emblema...

ROCCACARAMANICO. Lui ci ha sempre creduto. E non si è mai abbattuto, né tirato indietro. Se Riccardo Milani, regista di “Un mondo a parte” lo avesse conosciuto, ne avrebbe fatto sicuramente l’emblema della forza e della “restanza” degli abruzzesi. Sì, perché Alessandro Pollice, classe 1951, non si è mai fatto travolgere dalla pena e dalla nostalgia quando, incredulo, ha assistito allo svuotarsi del suo paese del cuore, Roccacaramanico, uno dei tantissimi borghi in Abruzzo dove Stato e servizi non arrivano più.
Con pazienza certosina, quando anche Angelina l’ultima abitante è venuta a mancare e Roccacaramanico ha rischiato di diventare un nuovo Sperone, Pollice ha cominciato a lavorare per ridare vita a questa manciata di casette in pietra che, svuotate di vita, dormivano all’ombra del grande masso a cui il borgo deve il suo nome. Ha ricostruito la storia di ogni singola abitazione, ha raggiunto nel mondo eredi e antichi proprietari, ha lottato con la burocrazia dedicandosi anima e corpo alla ristrutturazione dei molti edifici storici del paese che sono così tornati, al loro antico splendore. E’ grazie a lui e alla sua fede incrollabile nella “restanza” abruzzese, che il borgo di Roccacaramanico è diventato oggi una delle mete più amate del turismo internazionale di nicchia e il sogno di tanti stranieri che qui hanno trovato il loro buen retiro.