Ponte lesionato, 2 progetti per il consolidamento

30 Gennaio 2015

Discusse in sede di conferenza dei servizi le soluzioni operative per recuperare alla piena sicurezza la struttura ferroviaria danneggiata dall’erosione del fiume

MANOPPELLO. Sono uscite soluzioni operative dalla conferenza dei servizi, ieri in Provincia, per fare il punto sullo stato dei lavori di protezione e consolidamento dei due ponti sul fiume Pescara, quello ferroviario e quello della strada provinciale 57, che raccordano i territori comunali di Manoppello e Rosciano.

Al tavolo dei lavori, con il presidente Antonio Di Marco e i tecnici Paolo D'Incecco, Emanuele Ucci e Claudio Sablone, il sindaco di Manoppello, Gennaro Matarazzo e l'assessora Katia Colalongo; gli ingegneri della Rete ferroviaria italiana (Rfi) Giovanni Francione e Mario Esposito con il comandante provinciale della Forestale, colonnello Mauro Macino, in qualità di delegato della direzione delle politiche agricole e forestali della Regione.

È stato fatto rilevare come i lavori fino a oggi eseguiti da Rfi per la costruzione della barriera protettiva delle strutture portanti dei ponti dal moto vorticoso delle acque di deflusso stia svolgendo la sua funzione in modo soddisfacente anche se i lavori sono comunque da completare. Questo rilievo consentirà la riapertura del ponte stradale, dopo quella del ponte ferroviario di qualche giorno fa.

Operazione che sarà possibile realizzare dopo le verifiche tecniche con prove di carico che saranno effettuate la prossima settimana. «Se ci saranno risultati positivi» commenta il sindaco Matarazzo «il viadotto stradale sarà riaperto. Si dovrà decidere solo il grado di ammissibilità del traffico: peso dei messi in transito e velocità di percorrenza. Da come è stato riferito dai tecnici, c'è da essere ottimisti per un ritorno all'uso del ponte, molto importante per la circolazione viaria nella Media e Bassa Val Pescara». Questa la soluzione a breve termine. Quella a lungo termine è costituita invece da un progetto, che la Provincia ha già approntato in via preliminare, presentato ieri al meeting per la realizzazione di una briglia di protezione delle strutture viaria e ferroviaria dalla erosione delle acque di deflusso.

Progetto che impegnerebbe una somma di circa un milione e 200mila euro, che prevede la realizzazione di una briglia a valle dei due ponti per frenare il moto delle acque, regolare i flussi per rallentare le velocità di deflusso e impedire lo scalzamento delle fondazioni dei piloni imposti sul letto del corso d'acqua. Il progetto, accolto nelle sue linee fondamentali, dovrà ora essere reso esecutivo e cantierabile, soprattutto dovranno essere messe a disposizione le risorse necessarie per eseguire i lavori.

Per questo ci sarà l'impegno da parte di Regione, Provincia e Rete ferroviaria italiana che dovranno sancire l'accordo di programma con la firma di una convenzione.

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