Popoli, risoluzione urgente sull’ospedale

Approda in Consiglio il documento a difesa del Santissima Trinità contro il riordino della Regione
POPOLI. L'argomento più atteso che sarà discusso domani nel Consiglio comunale, convocato in seduta straordinaria e urgente dal presidente Gaetano Diodati, riguarda l'approvazione di una risoluzione in merito al sostegno e alla difesa dell’ospedale della Santissima Trinità.
Il documento scaturisce in qualche modo dai contrasti con la giunta regionale sulla compilazione del piano sanitario, questione che a Popoli ha registrato anche una significativa mobilitazione popolare. La risoluzione è ispirata da una proposta presentata dal movimento cittadino che costituito in città proprio per la salvaguardia dell'ospedale. Del gruppo civico – denominato "Avanti tutta, indietro non si torna" – fanno parte numerosi medici e personale che opera al Santissima Trinità.
«Consideriamo questo documento in linea con la proposta già deliberata all'unanimità delle forze politiche in Consiglio comunale, nell'ottobre 2015», commenta Galli, «siamo in ogni caso decisi a procedere sulla nostra strada, convinti che le iniziative intraprese (fra le quali anche un ricorso al Tar) siano indispensabili per garantire i livelli di sicurezza sanitari richiesti per le popolazioni delle zone interne. Andremo avanti a oltranza, con manifestazioni pubbliche e utilizzando tutti gli strumenti legislativi consentiti». La sostanza è che l’ospedale di Popoli «non può essere declassato e ridotto alle sole funzioni riabilitative, anche se il piano sanitario le considera di valenza regionale. La nostra risoluzione» prosegue il sindaco, «dirà che Popoli deve continuare ad avere un vero ospedale, come accade da oltre mezzo secolo, segnando la storia del territorio e delle popolazioni che lo abitano. In ospedale dotato di reparti che qualificano come tale: Pronto soccorso, Chirurgia, Ortopedia, Cardiologia e servizi in grado di affrontare le emergenze, sale operatorie e un polo di riabilitazione regionale già assegnato. In aggiunta, secondo le linee guida nazionali c'è da considerare che per i piccoli ospedali, occorre prevedere lo sviluppo di una duplice integrazione: una verso gli ospedali maggiori, l'altra verso le funzioni distrettuali, quindi verso la salvaguardia di questi presidi di cura e assistenza sanitaria come un patrimonio per le rispettive comunità locali. E che» chiosa Galli « hanno sempre ricoperto una funzione più ampia di quella strettamente ospedaliera, essendo una importante risorsa per l'economia locale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

