Porta a porta, problemi anche nei condomini

Ancora caos per la differenziata a Porta Nuova, oggi c’è il vertice in Comune con gli amministratori
PESCARA. I problemi per il porta a porta nel quartiere di Porta Nuova non accennano a finire. Ora sono i condomini a segnalare alcune criticità. Per questo motivo, oggi, si svolgerà in commissione Ambiente del Comune una seduta dedicata alla differenziata con la partecipazione del presidente dell’Anaci, l’associazione che riunisce tutti gli amministratori di condominio, Marco Pierotti, per affrontare il nodo della raccolta differenziata porta a porta. Obiettivo dell’incontro è quello di verificare le criticità che sono state riscontrate sino a oggi nei condomini del quartiere Porta Nuova, le eventuali proposte di miglioria rispetto all’istituzione del servizio nelle strade. Lo ha annunciato il presidente della Commissione Ambiente Ivo Petrelli.
«La Commissione sta evidentemente seguendo, in stretta collaborazione e costante dialogo con l’assessore all’ambiente Isabella Del Trecco e con Ambiente spa, gli sviluppi dell’operazione di estensione della raccolta differenziata porta a porta nel quartiere Porta Nuova», ha detto Petrelli, «operazione che per ora ha lasciato fuori esclusivamente solo le vie comprese nella cosiddetta macro area 3, ovvero la zona di via Marconi-centro storico, zona particolare perché costituita quasi esclusivamente da grandi palazzi, edifici, con molti appartamenti, e molte attività commerciali o locali di ristorazione e intrattenimento al pianterreno, quelli dunque che più di altri potrebbero avere una difficoltà oggettiva nel far convivere le esigenze delle famiglie che dalle 21 alle 24 potrebbero potenzialmente lasciare mastelli o buste fuori dal portone d’ingresso del proprio palazzo, magari accanto agli ingressi di un ristorante, che alle 21 o alle 22 è ancora nel pieno della propria attività, con un andirivieni di clienti, o anche accanto alla vetrina di un negozio che, specie nel periodo festivo o già a primavera allunga l’orario di lavoro».
«Due dunque le grandi questioni», ha affermato Petrelli, «che necessariamente devono vedere la collaborazione non solo delle singole famiglie, ma soprattutto degli amministratori di tali condomini, che con Ambiente spa e, in secondo luogo, con il Comune, devono coordinare tale fase di passaggio. Ovvero, l’individuazione delle porzioni di marciapiedi o comunque delle aree adiacenti ciascun singolo fabbricato in cui consentire ai propri condomini di lasciare di sera mastelli o buste, a seconda del giorno di conferimento. Là dove gli stessi condomini hanno lamentato o paventato la presenza di marciapiedi troppo stretti per contenere i rifiuti di un intero palazzo, si potrà valutare con gli amministratori la possibilità di utilizzare, se presenti, aree interne allo stesso condominio per lasciare i rifiuti, ad esempio un cortile interno, una chiostrina, uno spazio nell’androne, utilizzando ovviamente un cassonetto più grande e affidando poi ai condomini il compito di portare fuori a turno quel cassonetto per consentire la raccolta agli operatori di Ambiente spa».
«O, in alternativa», ha aggiunto il presidente, «autorizzare, con un verbale di assemblea condominiale, e consentire agli stessi operatori di Ambiente di entrare all’interno della chiostrina o del cortile o ancora nell’androne per svuotare personalmente il cassonetto più grande. In entrambi i casi, ovviamente, è evidente il ruolo rilevante degli amministratori di condominio che devono convocare immediatamente delle assemblee straordinarie per informare in modo capillare i propri condomini, recepire dagli stessi la volontà circa la metodologia da utilizzare».

