«Porta Nuova così è bloccata» L’ira di residenti e commercianti

In via Pepe nessun operaio da un mese, sul lungomare sud i lavori vanno avanti da un anno Un commerciante: «Sbrigatevi a finire altrimenti qui finisce male, abbiamo perso il 50% degli incassi»
PESCARA. Ruspe ferme tra montagne di terra, ieri, davanti alla pineta dannunziana, dove sorgerà il giardino sul mare. Bloccati gli investimenti dei balneatori che non si azzardano a spendere un euro in vista di una stagione balneare incerta a causa degli infiniti lavori in corso sul lungomare sud. Commercianti e residenti «prigionieri delle transenne» in viale Pepe. È la fotografia di un quartiere in affanno a causa dei cantieri aperti tra marzo e dicembre scorsi a Porta Nuova, tra il lungomare Papa Giovanni XXIII e via Pepe fino a via D’Avalos.
Si lamentano i balneatori che oggi saranno accolti in Comune per fare il punto di una «situazione drammatica» determinata dalle lungaggini dei lavori che vanno avanti da un anno sulla riviera sud. E che proseguiranno ancora, per realizzare la ciclabile che correrà fino a piazza Le Laudi.
Hanno «voglia di investire» e dare nuova linfa al lido Mila, i titolari Andrea Lancia e Chicco Collini (figlio dello storico ristoratore Attilio), ma si dicono «amareggiati e stanchi di fare appelli all’amministrazione». Stanno «decidendo gli investimenti da fare», ma «ci siamo fermati, in attesa che si sblocchino i cantieri che si fermano e ripartono a singhiozzo. La carenza di parcheggi ha “stoppato” i clienti della Val Pescara e San Silvestro». Fanno due conti, i titolari dello stabilimento ubicato di fronte ai teatri D’Annunzio e Flaiano. «Questi cantieri ci hanno tolto 240 posti auto qui davanti e 60 posteggi per motociclette». In cambio, i cittadini di quella zona riavranno, secondo quanto annunciato nei giorni scorsi dal sindaco Marco Alessandrini e dall’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Blasioli, «450 metri quadri riservati ai parcheggi, 50 posteggi per bici, 32 panchine, 17 lampioni, 70 nuovi punti luce», oltre a giochi e giardini. A tal proposito, Lancia mette il dito nella piaga: «Potevano stringere un po’ il giardino sul mare e ridarci qualche decina di posti auto» che per i balneatori sono ossigeno. Perché la clientela è composta anche da «famiglie con bimbi che girano in auto un tempo interminabile per cercare un posteggio e poi imprecano nel tragitto verso il mare carichi di borse e passeggini». Vanno al dunque, i balneatori: «Via di qui le ruspe per Pasqua e guai al Comune se si azzarda ad aprire ora i cantieri della nuova pista ciclabile».
In via Pepe, a dicembre, l’impresa di Melfi ha transennato la strada in più punti, per consentire la realizzazione della ciclabile (750mila euro) in 150 giorni. Ne sono passati oltre 70 «e siamo ancora prigionieri senza vedere un operaio da un mese», tuona il tabaccaio Osvaldo Mennilli, del Punto giochi Delizia. «Sono super- arrabbiato. La gente non si ferma più, abbiamo perso il 50% degli incassi. A Blasioli dico: sbrigatevi a finire i lavori, altrimenti qui finisce male».

