Posti a rischio, il caso Brioni in Senato

2 Dicembre 2022

Penne: 24 lavoratori verso il licenziamento dopo i 235 già fuori. Fina (Pd): per il rilancio va attivata l’area di crisi complessa

PENNE. L’emergenza occupazionale Brioni arriva sui banchi del Senato. A fine dicembre, oltre alle 235 unità che hanno già firmato l’uscita volontaria, rischiano il posto altri 24 lavoratori, per i quali l’azienda ha avviato una procedura di licenziamento. Il senatore Michele Fina, segretario del Pd abruzzese, ha sottolineato l’importanza di «riconoscere l’area di crisi complessa per attivare strumenti e fondi già disponibili per tutelare l’occupazione nell’ambito della crisi Brioni e scongiurare ulteriori esuberi e il rischio di delocalizzazione».
«Esistono le soluzioni tecniche e giuridiche, fondi e strumenti finanziari e fiscali. È necessario fare fronte comune tra tutti gli attori coinvolti per affrontare la crisi. Al Ministero e alla Regione Abruzzo spetta il compito di attivare l’area di crisi complessa e, attraverso un tavolo di concertazione, fare leva sugli strumenti attivabili per rilanciare l’azienda Brioni e l’intero comparto: l’avvio di un contratto di sviluppo per il rinnovo degli impianti e il rilancio della produzione; il riconoscimento degli sgravi fiscali previsti dalla nuova carta degli aiuti a finalità regionale, considerando che la Brioni rientra in Area 107.3 C ad intensità massima di aiuto; l’avvio di strumenti per la formazione e riqualificazione dei lavoratori grazie ai fondi previsti dal Programma Gol e dal fondo nuove competenze», ha sottolineato ancora Fina, che ha poi aggiunto l’importanza di realizzare una comunità energetica, tra l’azienda e il Comune di Penne per l’autoproduzione e l’abbattimento dei costi energetici, accedendo al bando Pnrr e incentivi sull’autoconsumo. Fondamentale sarà anche vincolare l’azienda alla presentazione di un nuovo piano industriale proiettato al rilancio della produzione e dell’occupazione.