«Posti a rischio per lo stop delle aziende»

I sindacati provinciali lanciano un appello al prefetto: serve un tavolo per evitare i licenziamenti
PESCARA. I sindacati lanciano l’allarme per i posti di lavoro messi a rischio dallo stop di alcune aziende per l’emergenza coronavirus. Sia i sindacati provinciali, che quelli di categoria degli edili, ieri hanno espresso forti preoccupazioni e hanno lanciato un appello affinché si avvii subito un tavolo per concordare un piano di aiuti. «Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil», si legge in una nota, «hanno segnalato al prefetto di Pescara che l’emergenza coronavirus sta generando notevoli problematiche a tanti cittadini e lavoratori della nostra provincia. In particolare, si evidenzia che la sospensione delle attività scolastiche ha avuto una serie di effetti su tutti i servizi collegati al sistema dell’istruzione e sui lavoratori. Sul fronte turistico si registra un calo drastico delle prenotazioni. Molte aziende, a causa della mancanza di materiali o per questioni logistiche, sono state costrette a rallentare la produzione».
«L'estensione della zona protetta a tutto il territorio nazionale», spiegano i sindacati, «sta acuendo le problematiche e in vari settori produttivi (commercio, turismo, credito, metalmeccanico, tessile, chimico, alimentare, trasporti, logistica, servizi) si stanno registrando condizioni di lavoro in cui molte aziende non stanno provvedendo ad adottare le misure di prevenzione». «Nei prossimi giorni», proseguono le segreterie di Cgil, Cisl e Uil, «dovrebbe diventare operativo il decreto del governo che attiverà nuovi ammortizzatori sociali ed ulteriori misure a sostegno di lavoratori e imprese e dovranno essere messi in atto tutti quei meccanismi di protezione, oltre che sanitari, anche sociali e occupazionali, evitando drastiche decisioni aziendali di licenziamento del personale». Da qui la richiesta al prefetto dell’attivazione di un tavolo di lavoro che veda la presenza di tutte le forze interessate.
Un appello è stato lanciato anche dai segretari di Fillea Cgil Dovi Aloumon, Filca Cisl Camillo Antonucci e Feneal Uil Louis Panza. «L’emergenza coronavirus», fanno presente, «non deve voler dire black-out totale delle attività produttive. Fabbriche e cantieri devono andare avanti, organizzando il lavoro e gli spazi comuni al fine di ridurre al minimo ogni rischio. Chiediamo alle associazioni datoriali del settore costruzioni della provincia la massima collaborazione in modo da evitare decisioni unilaterali che possano danneggiare un settore già in affanno».
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