«Potature sbagliate, i lecci sono secchi»

Italia Nostra si scaglia contro il Comune per il taglio degli alberi in corso Vittorio Emanuele
PESCARA. «Le potature di corso Vittorio Emanuele della scorsa estate sono pessimi esempi di gestione del verde pubblico, avendo avuto come effetto, sotto gli occhi di tutti, quello di far seccare numerosi alberi di leccio. Inoltre la cocciniglia, facilmente riconoscibile sui lecci perché forma aggregati notevoli in prossimità delle biforcazioni dei rami, non è affatto un “terribile parassita”, anzi solitamente il leccio convive allegramente con tali specie».
Lo scrivono, in una nota, i rappresentanti dell’associazione Italia Nostra, sezione “L. Gorgoni” di Pescara, in risposta al vicesindaco Antonio Blasioli e al presidente dell'ordine dei dottori Agronomi e forestale, Matteo Colarossi.
Italia Nostra sottolinea come il leccio è «una quercia sempreverde che possiede una ricchissima antropofauna, con complesse interrelazioni biocenotiche» e «in condizioni normali le cocciniglie non sono pericolose per i lecci». «Nelle città», prosegue Italia Nostra, «lo stress causato alle piante e le inadatte condizioni ambientali indeboliscono l’albero e bloccano i parassitoidi (le polveri inquinanti) favorendo occasionalmente le infestazioni violente di fitomizi. I trattamenti fitosanitari/fitoterapici sono eseguiti da personale specializzato che, dopo aver studiato i focolai e la distribuzione delle popolazioni di cocciniglia, nonché la dinamica e le fasi fenologiche, può eventualmente individuare dei rami contagiati per asportarli. Notiamo infine che Colarossi quasi lamenta l’impossibilità di utilizzare contro questo “terribile parassita” prodotti endoterapici a causa della normativa vigente, dimenticandosi che tale divieto rappresenta un passo avanti in termini di salute e sicurezza pubblica per i cittadini». Dopo aver chiesto conferma a Domenico D’Ascenzo, responsabile dell’ufficio di Fitopatologia della Regione Abruzzo, gli ambientalisti chiedono «un chiarimento» al vicesindaco Blasioli, mirato a «rivedere o rivalutare la convenzione con l’ordine dei dottori agronomi e forestali e realizzare un tavolo tecnico-scientifico con gli enti pubblici competenti, le associazioni ed eventualmente con i rappresentanti di categoria, al fine di avere uno strumento efficace e partecipato di concreto supporto all’operato del Comune in materia di verde pubblico».

