Premio Michetti a rischio Esposto su vendita quadri

Francavilla, il sindaco chiede di fare luce sulla gestione della Fondazione e sulla cessione di 77 opere. L’ex presidente Centorame: «Era tutto autorizzato»
FRANCAVILLA. L'edizione 2017 dello storico Premio Michetti di Francavilla, dal 1947 il più importante e antico concorso annuale in Italia di arte nazionale e internazionale, rischia di non essere svolta per la situazione di impasse totale che si è venuta a creare all'interno della Fondazione Michetti negli ultimi mesi con anche un esposto presentato lo scorso aprile alla Procura della Repubblica di Chieti dal sindaco Antonio Luciani. Il primo cittadino chiede ai magistrati di verificare se la gestione dell'ultimo periodo della Fondazione sia stata regolare e se, in particolare, la vendita di 77 opere, quadri e dipinti conservati nei locali della Fondazione al primo piano dell'omonimo museo, per un incasso totale di circa 250mila euro sia stata fatta rispettando i termini di legge. Il caso venne fatto emergere lo scorso marzo dal segretario del circolo cittadino del Pd di Francavilla, Monica Di Battista, che spiegava, parlando di gestione personalistica del presidente Vincenzo Centorame e del segretario Antonio D'Argento, di «una vendita del patrimonio della Fondazione nel tentativo di pareggiare il bilancio per i debiti accumulati; vendita effettuata, tuttavia, a trattativa privata, senza la condivisione decisionale con gli enti facenti parte della Fondazione e senza una gara a evidenza pubblica. Svendita frettolosa di 77 opere d’arte, il cui valore deve essere stimato per valutare l’adeguatezza della somma incassata; svendita che ha prodotto l’impoverimento sia del patrimonio artistico della Fondazione sia della città di Francavilla e di tutti gli enti pubblici soci».
Centorame e D'Argento non sono più in carica dallo scorso marzo, quando è terminato il secondo mandato alla guida della Fondazione, ma da quel momento non è stata più riconvocata l'assemblea, creando così una situazione di stallo totale. Luciani ha inviato una e-mail certificata a Gigi De Francesco, presidente del collegio dei revisori, che potrebbe indire la riunione, ma al momento senza ricevere risposta. Senza l'insediamento del nuovo cda non si può organizzare il premio, da qui l'idea dell'amministrazione Luciani, nel caso, di allungare la mostra "Nella gioia del sole, Michetti e il Cenacolo di Francavilla" integrando il premio. «Sono contento dell'esposto», fa sapere l'ex presidente Centorame, «così si vedrà che è tutto regolare, che siamo stati autorizzati dalla maggioranza, nulla è stato fatto per iniziativa personale. Ho solo perso quindici anni dietro al premio senza mai prendere una lira o un rimborso spese. Io sono favorevole che si faccia l'assemblea e pronto a consegnare le carte al nuovo presidente. Chi entrerà troverà anche un tesoretto per organizzare l'edizione 2017 e quelle seguenti».

