Presentati 530 emendamenti, rischio paralisi

Forza Italia vuole un referendum in caso di vittoria alle urne. M5s: «Progetto senza nulla di moderno»
PESCARA. La riqualificazione dell’area di risulta dell’ex stazione ferroviaria e l’allegato progetto di fattibilità tecnico-economica del parco centrale devono essere approvati dal consiglio comunale in quanto si tratta di un progetto in variante al piano regolatore generale. Solo dopo l’ok del consiglio, infatti, l’amministrazione potrà dare il via libera alle procedure della gara d’appalto, che come era stato annunciato nel marzo scorso dall’ex presidente della Regione Luciano D’Alfonso dovrebbero essere avviate entro la fine dell’anno, in modo da iniziare i lavori nella primavera 2019. Il centrosinistra vorrebbe mettere un’ipoteca sul progetto e iniziare la campagna elettorale per le amministrative con più di una certezza sul futuro delle aree di risulta. Ma a mettere i bastoni tra le ruote a sindaco e maggioranza sono le opposizioni, che rischiano di paralizzare la discussione in consiglio. Solo il Movimento 5 stelle ha presentato ieri in aula 400 emendamenti, mentre i capigruppo di Lega e Forza Italia, rispettivamente Vincenzo D’Incecco e Marcello Antonelli, sono arrivati a produrre 130 emendamenti, ipotizzando quest’ultimo, in caso di vittoria alle prossime elezioni, di indire un referendum popolare sulla destinazione di questo nodo strategico. «Abbiamo sentito parlare di finanza e soldi come se questo fosse l’unico valore da tenere in considerazione», ha detto la pentastellata Erika Alessandrini, rivendicando anche l’impegno dei grillini per portare a conoscenza la città su alcuni aspetti del progetto. «Qui non c’è nulla di moderno», aggiunge, «la vocazione culturale è soltanto annunciata, non c’è alcun legame con il fiume e con il mare e si continuano a costruire palazzine». Sulla stessa linea anche Antonelli: «Questo progetto è stato calato dall'alto al tramonto della consiliatura, senza partecipazione né collegialità. E' figlio della sostenibilità economica, privo di visione e di carattere urbanistico, e finisce per mettere il cuore della città nelle mani di un privato. Fermeremo tutto questo e azzereremo le procedure di appalto, proponendo anche una consultazione referendaria. I 12 milioni del Masterplan potranno essere dirottati su interventi strategici per la riqualificazione delle periferie, come la strada pendolo». (y.g.)

