Presidi, scatta la protesta al Ministero

I sindacati chiedono di rimuovere il vincolo alla mobilità: interessati 40 dirigenti abruzzesi
PESCARA. Rimozione dei vincoli alla mobilità interregionale dei dirigenti scolastici. È il leit-motiv della manifestazione che si è svolta ieri davanti alla sede del ministero delll’Istruzione.
Indetta da Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola Rua e Snals Confsal l’iniziativa si riferisce alla mobilità dei presidi. Per quanto riguarda l’Abruzzo, come sottolinea Davide Desiati, segretario generale della Cisl scuola Abruzzo Molise «sono solo otto i dirigenti scolastici pronti a rientrare rispetto a una quarantina di dirigenti in totale».
Le Organizzazioni sindacali chiedono «con forza una soluzione che consenta ai dirigenti scolastici assunti in una regione diversa da quella di residenza di poter tornare a prestare servizio nella propria regione, in presenza di posti disponibili».
I limiti alla mobilità interregionale previsti nel Contratto collettivo nazionale del lavoro Area V e «che erano stati pensati per i concorsi regionali, si sono dimostrati totalmente inadeguati per i dirigenti scolastici assunti con concorso nazionale.
Peraltro, il mancato avvio della trattativa sul nuovo Contratto nazionale di lavoro ha impedito di intervenire sul delicato tema. «Con un recente provvedimento legislativo», dichiarano infatti i sindacati, «il limite alla mobilità interregionale è stato portato per il triennio 2022-2025 al 60 per cento dei posti vacanti e disponibili in ciascuna regione, ma si tratta», continuano, «di una percentuale insufficiente a far fronte alle aspettative dei quasi milleduecento dirigenti scolastici che con le operazioni di mobilità interregionale per l’anno scolastico 2023/2024 chiederanno di poter rientrare nella propria regione di residenza».
Le organizzazioni sindacali ritengono dunque «necessario che si intervenga per eliminare immediatamente ogni vincolo alla mobilità interregionale dei dirigenti scolastici».

