Presidio dei vigili nell’Area di risulta

13 Agosto 2016

Posto fisso al terminal, pattuglia di sera e illuminazione nel parcheggio. Previsto anche piano di inclusione dei senza tetto

PESCARA. Luci a illuminare a giorno l’intera area di risulta, un posto fisso della polizia municipale al terminal dei bus, una pattuglia dei vigili urbani in perlustrazione continua tra gli stalli del parcheggio nelle ore serali, operatori sociali in ricognizione costante per ricostruire una mappa del disagio che alberga nel cuore della città e che troppo spesso sfocia nel crimine. Fonde ordine e sicurezza pubblica a un piano di inclusione sociale la risposta della giunta Alessandrini al problema del degrado, della miseria, dei senza dimora e del microcrimine diffuso nella vasta zona della stazione ferroviaria.

«Qualche irresponsabile dipinge Pescara come una succursale di Gomorra, ritengo per trarre vantaggi politici agitando le paure della gente. In realtà, dati della questura alla mano, ecco qua: i reati nella nostra città sono in calo costante da 3 anni, i giustamente temutissimi furti in appartamento sono scesi del 22 per cento. Invece c’è stato un picco delle “spaccate” nei negozi – più 64,5 per cento – una tipologia di furto da disperati: rumoroso, rischioso, poco fruttuoso». Il sindaco Marco Alessandrini sintetizza così le premesse al progetto sperimentale “Servizi di prossimità” messo in campo con 70 mila euro di finanziamento – di cui 60mila del Comune e 10mila della Caritas, coinvolta insieme all’associazione On the road – per combattere il degrado cittadino che inevitabilmente confina con l’illegalità, la microcriminalità che tanto incide sulla percezione di pericolo costante diffusa tra i cittadini.

Un progetto che viaggia in accoppiata con un rinforzo dei presidi di sicurezza nell’area di risulta, ovvero lì dove prende corpo ed è maggiormente visibile l'emergenza di questi ultimi mesi, con la presenza sul territorio cittadino di un numero elevato di persone senza fissa dimora, stranieri e rom, come gli sgomberi di accampamenti che ormai ogni settimana vengono effettuati in tutta l’area di risulta dimostrano.

Quindi ecco che, oltre al potenziamento dell’illuminazione pubblica in tutta la zona dei parcheggi, verrà piazzato accanto all’ex biglietteria del terminal bus un posto fisso della polizia municipale, trasferito qui da piazza Unione, dove la mutata geografia della movida lo ha ormai reso inutile. Inoltre i vigili urbani saranno presenti con una pattuglia in auto nella zona della sosta nelle ore serali, quando cioè i cittadini tornano a riprendere la macchina e sono in balìa di parcheggiatori abusivi, ambulanti abusivi, mendicanti, tossicodipendenti e poveracci pronti a tutto per qualche spicciolo. Un turno in più della municipale reso possibile dalla assunzione per due mesi di 15 vigili stagionali che si è concretizzata ieri.

«Non solo ordine e sicurezza pubblica, ma anche conoscenza del fenomeno e inclusione», osserva Alessandrini presentando il progetto “Servizi di prossimità”, piano d’azione che nasce dall’emergenza e per ampliare il raggio di azione, che ha coinvolto l’Assessorato alle Politiche Sociali e vede la collaborazione degli enti del privato sociale. Tempi e modalità dell’azione sono stati illustrati in conferenza ieri dal sindaco, dall’assessore al Sociale Giuliano Diodati, in presenza di Roberta Pellegrino, motore del progetto per l’assessorato, del presidente e dal responsabile di On the Road Vincenzo Castelli e Antonello Salvatore e di don Marco Pagniello per la Fondazione Caritas, preziosi partner e bracci operativi del progetto, del vice sindaco Enzo Del Vecchio, dal presidente della Commissione sociale Tonino Natarelli. «Per sei mesi», spiega Alessandrini, «all'azione visibile e costante di contrasto si aggiungerà quella di conoscenza, ricerca, monitoraggio, lavoro in strada e approfondimento del fenomeno dei senza tetto. Uno studio finalizzato a integrarli, quando possibile, ad affrontare la marginalità, connettendoli ad enti e strutture del territorio perché si occupino di loro».

«Durerà sei mesi, inizierà a fine agosto e fornirà in primis la mappatura completa del territorio per censire i senza fissa dimora stanziali e quelli stagionali», illustra Diodati. «Con le unità di strada formate da tre operatori e un mediatore culturale di On the road e Caritas, si agirà in fasce orarie diversificate e luoghi precisi. L'obiettivo è cercare di includerli meglio nel territorio, perché non creino degrado e marginalità». «Pescara è una realtà oggettivamente unica, luogo di transito e crocevia di flussi commerciali leciti, ma lo è anche per quell'universo di disagio e marginalità estrema che in questa città trova un “palcoscenico” per appalesarsi al territorio», rileva Salvatore, di On the Road. «L'area metropolitana è il luogo dove si manifesta la marginalità di tutta la regione, fortemente attrattiva per traiettorie connesse alle dipendenze e ai microreati riconducibili a questi stili. Approcciare questi fenomeni in chiave solo repressiva non ha senso, come non lo ha avallare la paura che domina la nostra realtà. Le unità di strada invece integrano l'attività repressiva con un lavoro di consapevolezza e accompagnamento».

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