Preso a calci e forbiciate dai figli per soldi
Il giudice pone agli arresti domiciliari due gemelli e vieta loro ogni contatto con il padre. Volevano denaro per la droga
PESCARA. Dal padre volevano essenzialmente una cosa: il denaro per comprare la droga. Gli chiedevano soldi con insistenza e, quando non riuscivano ad ottenerlo, lo insultavano e picchiavano. Nessuna pietà nei suoi confronti: l’uomo, infatti, è stato colpito brutalmente dai figli, gemelli, con una serie di calci ai genitali, e poi aggredito con coltello o forbici per cui è stato costretto perfino a rivolgersi ai medici del pronto soccorso per essere medicato. Scene terribili, in casa, dal 2007 fino all’anno scorso. Ma ora i due fratelli pescaresi, di 27 anni, sono finiti agli arresti domiciliari. L’iter è stato piuttosto lungo perché nel mese di luglio 2016 il giudice per le indagini preliminari ha rigettato la richiesta di arresto del pubblico ministero Paolo Pompa, arrivata a conclusione degli accertamenti della squadra mobile. Dopo il rigetto ci sono stati dei ricorsi: il pubblico ministero si è rivolto al Tribunale del Riesame, che gli ha dato ragione, dopodiché i due fratelli si sono rivolti alla Cassazione, che ha rigettato il loro ricorso.
Nelle ultime ore il cerchio si è chiuso con l’arresto per il reato di maltrattamento in famiglia, dei due 27enni, entrambi con problemi di droga e entrambi già noti alle forze dell’ordine per una lunga serie di reati, compresi i maltrattamenti. Gli episodi di violenza che hanno visto protagonisti i due sono diversi, al punto che il Tribunale dell’Aquila ha sottolineato il carattere di «abitualità della condotta violenta e vessatoria» degli indagati nei confronti del padre.
È stato lui, la vittima, a raccontare che i maltrattamenti erano «all’ordine del giorno» e lo facevano vivere in uno stato di «sofferenza psicologica e sottomissione». Nel mese di aprile dell’anno scorso, ha riferito, uno dei figli ha preso a calci la porta del suo appartamento per poi minacciarlo. Lo stesso mese è stato strattonato e spintonato contro il muro dai gemelli che gli chiedevano denaro, dopo essersi intromesso in una discussione tra i due.
L’uomo si è sentito aggredito anche moralmente, oltre ad aver subito le botte, ha visto i figli danneggiare degli oggetti in casa e in più occasioni si è rivolto a polizia e carabinieri per riportare un po’ di tranquillità nell’alloggio e ha anche sporto denuncia. I due, sottoposti ai domiciliari in un alloggio diverso da quello del padre, non potranno avere alcun contatto con l’uomo, neppure telefonico e telematico. (f.bu.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

