Prestiti a fondo perduto: da lunedì via alle domande

Aziende e partite Iva possono chiedere il contributo fino al 24 agosto
L’AQUILA. Via alle domande – da lunedì 15 giugno e fino al 24 agosto – per chiedere contributi a fondo perduto con quella che è una delle misure più attese del decreto Rilancio. Misura nazionale che in Abruzzo si sommerà a quella voluta dalla Regione, sempre con finanziamenti a fondo perduto (il bando dovrebbe arrivare entro il 23 giugno). L’Agenzia delle entrate ha pubblicato il modello di domanda con la guida operativa per richiedere l’aiuto statale destinato a imprese e partite Iva danneggiate dall’emergenza Covid-19 e dai mesi di chiusura forzata. La domanda – anche tramite intermediario – va presentata mediante il canale telematico Entratel oppure apposita procedura web all’interno del portale “Fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle entrate accessibile dalla propria area riservata (accanto alla sezione per la “Precompilata”).
Una guida online spiega tutti i dettagli, indica i potenziali beneficiari, illustra i casi particolari e chiarisce come effettuare il calcolo del contributo e richiederlo.
LA DOMANDA. Il bonus può essere richiesto compilando la domanda e presentandola a partire da lunedì prossimo (il via nel pomeriggio) e fino a lunedì 24 agosto 2020.
Per gli eredi che proseguono l’attività dei soggetti deceduti il periodo di presentazione va dal 25 giugno al 24 agosto.
COMPILAZIONE. In considerazione del fatto che la dichiarazione dei redditi (2020) può essere presentata entro il 30 novembre, nella domanda occorre indicare la fascia in cui ricade l’ammontare dei ricavi-compensi maturati lo scorso anno. È necessario indicare l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi di aprile 2019 e 2020. Questi importi devono essere inseriti anche dai soggetti che hanno iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2018.
COME INVIARE. L’Agenzia ha messo a disposizione un software e il canale telematico Entratel/Fisconline, oppure una specifica procedura web, accessibile nella propria area riservata del portale “Fatture e corrispettivi” (credenziali Fiscoonline o Entratel, Spid, Cns). Ci si può avvalere di intermediari con delega al Cassetto fiscale o al servizio di Consultazione delle fatture elettroniche.
QUANDO SERVE LA PEC. Solo nel caso di contributo superiore a 150mila euro, la domanda va presentata via Pec con firma digitale (allegando autocertificazione di regolarità antimafia).
LE VERIFICHE. Per ogni domanda presentata, il sistema effettua due verifiche, relative ai controlli formali e sostanziali, il cui esito è comunicato con apposite ricevute telematiche (presa in carico e accoglimento/scarto). All’interno della procedura web nel portale “Fatture e corrispettivi”, richiedente o intermediario delegato possono verificare in qualsiasi momento l’esito dell’istanza trasmessa.
ISTANZA SCARTATA O RINUNCIA. È possibile inviare una nuova istanza, che sostituisce quelle precedenti, se quella inviata è stata scartata (per esempio perché sono stati commessi errori in fase di compilazione) ma solo finché non si ottiene l’eventuale ricevuta di accoglimento. È possibile anche inviare un’istanza di rinuncia totale al contributo, anche successivamente al 13 agosto.
I PAGAMENTI. Contestualmente all’accoglimento della domanda, l’Agenzia delle entrate, stando all’apposita circolare emanata, potrà emettere il mandato di pagamento con erogazione del contributo mediante accredito sul conto corrente dell’Iban intestato o cointestato al richiedente.
A CHI VA IL CONTRIBUTO. Il contributo a fondo perduto può essere richiesto dalle imprese, dalle partite Iva o dai titolari di reddito agrario in attività alla data di presentazione della domanda. Sono esclusi i soggetti con attività cessata, oltre a coloro che sono iscritti alle casse previdenziali private, agli intermediari finanziari e società di partecipazione, ai chi fruisce del bonus professionisti e di quello per lavoratori dello spettacolo (entrambi introdotti dal Cura Italia), nonché gli Enti pubblici.
I REQUISITI RICHIESTI. La guida dell’Agenzia delle entrate spiega le condizioni per ottenere il contributo, in particolare due requisiti. Aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi non superiori a 5 milioni. Per le persone fisiche, le società semplici e gli Enti non commerciali titolari di reddito agrario si fa riferimento al volume d’affari 2019. L’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2020 deve essere inferiore ai due terzi dell’analogo ammontare del mese di aprile 2019 (con riferimento alla data di effettuazione dell’operazione).
QUALI ECCEZIONI. Se il richiedente ha avviato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 il contributo spetta a prescindere dal calo del fatturato. Stessa cosa per i soggetti con domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (terremoti nel caso dell’Abruzzo).
CALCOLARE IL CONTRIBUTO. Alla differenza tra fatturato e corrispettivi di aprile 2020 e il valore corrispondente di aprile 2019 si applica una percentuale in base all’ammontare di ricavi e compensi 2019: 20% se non superano 400mila euro; 15% se non superano 1 milione; 10% se non superano 5 milioni di euro. Il contributo è comunque riconosciuto per un importo minimo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Il contributo a fondo perduto è escluso da tassazione (imposte sui redditi e Irap) e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.
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