Previste multe da 400 a mille euro

E da oggi diventa obbligatoria l’autocertificazione anche per uscire di casa
PESCARA . L’Abruzzo da oggi si blinda con la zona rossa e misure restrittive per evitare il diffondersi dei contagi. Nuove regole da rispettare e sanzioni a chi le viola. La maggior parte delle sanzioni per i trasgressori sono di tipo amministrativo con multe da 400 a mille euro e lo sconto del 30% se queste vengono pagate entro cinque giorni. Tra le violazioni più comuni permangono gli spostamenti non giustificati o addirittura senza mascherina. La stessa multa viene comminata a chi viola il divieto di assembramento o di distanziamento sociale. Chi esce senza autocertificazione (pubblichiamo il modello da ritagliare a pagina 7) rischia pesanti sanzioni. Ricordiamo a tal proposito che in zona rossa è vietato ogni spostamento, anche all’interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute. Sono vietati, inoltre, gli spostamenti da una regione all’altra e da un Comune all’altro.
In alcuni casi, poi, c’è anche il rischio di cadere nel penale. Se si esce di casa per andare a trovare un amico senza giustificazioni, è meglio non mentire. Al posto della multa, infatti, si procederebbe per il reato di falsa attestazione ad un pubblico ufficiale, punito con la reclusione da uno a sei anni. Discorso simile per quanto riguarda chi esce di casa se si è positivi al Covid-19 contagiando altre persone. In questi casi potrebbe scattare il reato di epidemia colposa, che prevede una pena da sei mesi a tre anni. Negli altri casi, invece, chi non rispetta la quarantena rischia la reclusione da 3 a 18 mesi, oltre ad un’ammenda variabile da 500 a 5mila euro.
Sotto l’aspetto degli stati di necessità le forze dell’ordine controlleranno sugli spostamenti. Recarsi nei negozi tenuti aperti, dal professionista o dal parrucchiere rientrano tra questi stessi stati. Bisogna prediligere negozi nel proprio Comune. Se non ci sono, ci si può recare anche nel Comune limitrofo. Le sanzioni amministrative possono essere impugnate entro 30 giorni dalla contestazione con un ricorso davanti al Giudice di pace. Chi non ci sta a pagare la multa potrà motivare le proprie ragioni e allegare la documentazione utile, oltre a indicare eventuali testimoni. (a.s.)

