«Prigionieri in casa da 4 mesi»

20 Settembre 2017

Via Rio Sparto, dramma di 23 famiglie con l’ascensore rotto. Pignoli accusa l’Ater

PESCARA. Sono 23 le famiglie del palazzo Ater di via Rio Sparto 15 che dallo scorso 30 maggio vivono senza ascensore andato distrutto a causa di un incendio. Da quel momento, a subire le conseguenze più gravi sono alcune persone anziane che, di fatto, sono rimaste prigioniere in casa. Lo ha rivelato ieri il consigliere comunale Massimiliano Pignoli.
«Tra i casi più gravi», ha detto Pignoli, «ci sono quelli di Anna, 85enne che vive in un appartamento al sesto piano, e Lidia, 70enne che dimora due piani più sotto, al quarto, attaccata a un macchinario a causa dei suoi problemi respiratori. Entrambe sono uscite di casa negli ultimi quattro mesi solo un paio di volte grazie ai volontari della Croce rossa che ha provveduto ad aiutarle».
«Al secondo piano, invece», ha raccontato il consigliere, «vive da solo Rosario, 91enne che cammina utilizzando delle stampelle, il quale racconta che per salire e scendere da casa impiega sempre almeno trenta minuti». «Tutti e tre, insieme agli altri inquilini dell'edificio», ha avvertito, «chiedono all'Ater di prevedere l'installazione del nuovo ascensore, altrimenti minacciano uno sciopero bianco, ossia non pagare più i canoni di affitto fino a quando non avranno l'ascensore».
Inoltre, tra i problemi segnalati ci sarebbe quello di «tre utenze allacciate direttamente all'acqua senza contatore in modo abusivo», ha rivelato. Mentre il pavimento di un alloggio del primo piano starebbe cedendo. «Questa situazione è la dimostrazione del fallimento nella gestione dell'Ater», ha affermato Pignoli, «a questi inquilini viene negata la libertà».
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