Prima casa per under 36: sbloccati i mutui agevolati

12 Ottobre 2022

L’ultimo atto del governo uscente rimette in moto i prestiti per le giovani coppie Fino al 31 dicembre il bonus andrà avanti al riparo dai tassi di interesse in crescita

L'AQUILA. Sì allo sblocco dei mutui a tassi agevolati per gli under 36. Nell'ultimo Consiglio dei ministri utile, il Governo uscente ha approvato una norma che salvaguarda i tassi di interesse agevolati sui mutui, accesi dai giovani tra i 18 e i 35 anni per l’acquisto della prima casa.
Lo ha comunicato, in una breve dichiarazione, il ministro per le Politiche giovanili, Fabiana Dadone. «Nonostante l'aumento dei tassi di interesse dell'ultimo semestre, i mutui dei giovani continueranno a beneficiare dei tassi agevolati», le parole del ministro.
La norma vale per tutte le domande di accensione di mutui, finalizzati all’acquisto della prima casa, che saranno presentate fino al 31 dicembre di quest’anno.
MUTUI AGEVOLATI.
Lo sblocco arriva in calcio d'angolo, dopo l'allarme lanciato dalla Consap, società controllata interamente dal ministero del Tesoro, sull'accesso alla garanzia di Stato a causa dell’aumento dei tassi d’interesse, deciso dalla Banca centrale europea, per contrastare l’inflazione.
In quanto beneficiari prioritari del Fondo di garanzia mutui prima casa gestito da Consap, i giovani fino ai 36 anni possono quindi continuare a richiedere per tutto il 2022 un prestito, per un importo fino a 250mila euro, a condizioni agevolate, con mutui sottoscritti a un tasso annuo effettivo globale (Taeg) inferiore a quello medio (Tegm) rilevato trimestralmente da Banca d'Italia. In sostanza, saranno ancora scontati rispetto ai mutui standard e coperti da una garanzia pubblica con controgaranzia dello Stato.
I prestiti agevolati possono essere di due tipi: entro l'80% del valore dell'operazione oppure oltre l'80%.
LA STRETTA DELLE BANCHE.
La crisi economica in atto ha provocato una stretta da parte degli istituti di credito, che concedono sempre meno mutui con garanzia Consap.
A causa dell' inflazione e della guerra in Ucraina, infatti, i tassi interbancari si sono impennati, diventando più alti di quelli fissati dal Governo nel calcolo dei tassi minimi tarati sul periodo ottobre-dicembre 2021 e i mutui agevolati under 36 sono diventati fuori mercato per gli istituti di credito. Da inizio anno i tassi sono, infatti, in continua crescita: quello a tasso fisso (Irs) a 20 anni era pari allo 0,6% a gennaio e, oggi, viaggia attorno al 2,48%. L'indice di riferimento dei tassi variabili, l'Euribor a tre mesi, è passato, invece, da un valore negativo di -0,56% al valore attuale dell'1%.
Alcuni istituti di credito, anche senza la garanzia Consap, offrono ai giovani che vogliono sottoscrivere un mutuo spese di istruttoria ridotte, ma in questo caso risulta più complesso ottenere il prestito, in quanto le banche chiedono ai giovani le normali garanzie per i mutui standard.
COME FUNZIONA.
Tassi agevolati, niente imposta di registro catastale e ipotecaria e niente imposta sul mutuo dello 0,25%, ma anche un credito d'imposta, in caso di pagamento dell'Iva, e la garanzia dello Stato sull'80% della quota capitale. Queste le condizioni agevolate fino al 31 dicembre 2022 del mutuo per l’acquisto della prima casa, riservate agli under 36 con un Isee fino a 40 mila euro. La misura è stata introdotta dal decreto Sostegni bis.
Le stesse agevolazioni sono valide anche per giovani coppie under 36, famiglie monogenitoriali con figli minori e chi abita in case popolari.
IMPOSTE AGEVOLATE.
Fino al 31 dicembre prossimo chi vuole acquistare la prima casa, ha un reddito Isee entro i 40mila euro e non ha ancora compiuto 36 anni, inoltre, è esentato inoltre dal pagamento delle imposte in fase di acquisto. In particolare, non vanno versate l’imposta di registro e l’imposta ipotecaria e catastale per un totale di 100 euro. Sconti riconosciuti al momento del rogito, se la compravendita avviene tra privati.
Se l'acquisto avviene da un’impresa il giovane deve comunque versare l’Iva del 4% sul prezzo d’acquisto, ma avrà diritto a un credito d’imposta di pari ammontare da utilizzare per pagare altre imposte su atti successivi. In alternativa, il credito maturato può essere recuperato nella dichiarazione dei redditi.