«Prima eravamo come Fontamara»

Il delegato ai Trasporti, D’Alessandro: stiamo recuperando, sono soddisfatto
PESCARA. «Abbiamo ottenuto che i nostri treni arrivassero prima a Roma Termini senza pagare un euro in più, e abbiamo ottenuto che in Abruzzo s’investissero trenta milioni di euro sulla rete: ebbene sì, sono soddisfatto del nuovo contratto di servizio con Rfi-Trenitalia». Il delegato regionale ai Trasporti, il consigliere Camillo D’Alessandro (Pd), braccio destro del governatore Luciano D’Alfonso, quasi rimane sorpreso dalle critiche sul nuovo orario ferroviario. «Per carità si può fare sempre meglio», aggiunge, «semmai c’è da chiedersi come mai nel passato i treni che provenivano dall’Abruzzo venivano umiliati una volta che entravano nel Lazio peggio di Fontamara».
Secondo lei perché?
«Perché nessuno è riuscito a riequilibrare la situazione come ha fatto D’Alfonso».
Politica. Ma guardi che la critica arriva anche da un vostro alleato di maggioranza.
«Lo so, lo so. Invito il deputato Melilla a fare il primo viaggio con me per Roma con il treno delle 3 ore e 22’. E allora potrà farci solo i complimenti».
Troppo comodo, che ne dice dei treni che continueranno a impiegarci 5 ore?
«Quelli sono treni evidentemente destinati al territorio, a chi si deve spostare tra i comuni. I treni veloci per Roma sono commisurati in particolare alle esigenze dei pendolari. E poi non è detto che più in là gli orari si possano correggere ...»
Nel 1970 da Pescara a Roma si impiegavano 3 ore circa.
«L’obiettivo è arrivare a 2 ore 20’ grazie agli investimenti infrastrutturali per i quali il governo Renzi ha stanziato 1,5 miliardi».
A proposito di pendolari e studenti: sulla linea Adriatica i treni regionali si fermano a Termoli e chi deve andare in Puglia deve aspettare e pagare un altro treno. Perché la politica non si mette d’accordo anche qui?
«È un altro mio sogno nel cassetto: una società ferroviaria interregionale. L’impegno è di parlarne con Emiliano, il governatore della Puglia».(a.mo.)
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