Prima rata Imu, flop degli incassi Il 10% dei cittadini non ha pagato

17 Agosto 2020

Il Comune rivela i dati del pagamento del 16 giugno: il gettito calato di oltre 2 milioni rispetto al 2019 L’assessore Seccia: «L’emergenza economica si fa sentire, ma le nostre previsioni erano peggiori»

PESCARA. La crisi economica si abbatte sulle entrate tributarie del Comune. Il pagamento della prima rata dell’Imu, scaduto il 16 giugno scorso, non è andato affatto bene. Secondo i dati, ancora provvisori, l’ente avrebbe incassato all’incirca 14 milioni, ossia oltre 2 in meno rispetto allo scorso anno.
«La crisi si fa sentire», ha commentato l’assessore ai tributi Eugenio Seccia, «ma le nostre previsioni erano addirittura peggiori. Pensavamo ad una riduzione del gettito intorno ai 4 milioni di euro». Nonostante le numerose richieste di rinvio della scadenza della prima rata Imu, l’amministrazione comunale non ha potuto procedere ad uno slittamento del pagamento perché ciò avrebbe comportato un problema di cassa. In pratica, l’ente non avrebbe potuto procedere al pagamento di alcuni servizi per mancanza di denaro. In proposito, si è sperato fino all’ultimo momento in un aiuto economico agli enti locali da parte del governo per coprire il rinvio del gettito dell’Imu, ma dall’esecutivo non sarebbero arrivati segnali in questo senso. Così, la scadenza è rimasta la stessa degli anni precedenti e chi non ha potuto pagare, ha saltato l’appuntamento. Si tratta, molto probabilmente, di quei contribuenti che si trovati in difficoltà economiche a causa del lockdown e che hanno preferito utilizzare i soldi a disposizione per acquistare beni di prima necessità o per pagare spese più urgenti.
Ora, l’amministrazione comunale spera di poter recuperare il gettito perso con il saldo, la cui scadenza è fissata per il prossimo 16 giugno. La previsione di incasso complessivo indicata in bilancio, comunque, resta fissata a circa 33 milioni di euro. Anche se resta una percentuale fisiologica di evasione che, tuttavia, per l’Imu non è molto elevata, contrariamente alle altre imposte comunali come la Tari.
Una buona notizia per i contribuenti che non hanno pagato è arrivata ieri dall’assessore ai tributi. «Gli accertamenti per verificare chi ha pagato e chi no e le relative sanzioni», ha rivelato, «non scatteranno subito. Aspetteremo un anno, ossia fino a giugno del 2021, perché ci sono solitamente diversi contribuenti che si mettono in regola entro un anno utilizzando lo strumento del ravvedimento operoso».
La legge, infatti, dà la possibilità ai contribuenti che non abbiano provveduto al pagamento alla scadenza delle rate, o entro il termine fissato per il versamento in un’unica soluzione, di far ricorso all’istituto del ravvedimento operoso, che permette di sanare spontaneamente, entro precisi termini temporali, l’omesso o parziale pagamento beneficiando di una consistente riduzione delle sanzioni corrispondente al 30 per cento dell’importo non versato ridotto del 50 per cento per versamenti entro i primi tre mesi dopo la scadenza.
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