L’AQUILA
Per la prima volta in Abruzzo è stato eseguito un prelievo di organi da donatore a cuore fermo. L’intervento è stato realizzato all’ospedale dell’Aquila qualche giorno fa, segnando un passaggio importante per la rete trapiantologica della regione, coordinata dal Centro regionale trapianti. La procedura è stata resa possibile grazie alla generosità di una persona che in vita aveva espresso la volontà di donare gli organi.
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L’intervento è stato realizzato grazie al lavoro della rete trapiantologica, con équipe e strutture diverse. «Il prelievo da donatore a cuore fermo rappresenta un passaggio molto importante per la nostra rete» spiega la dottoressa
Daniela Maccarone, responsabile del Centro regionale trapianti, «siamo molto felici del risultato raggiunto. Ogni donazione è un atto di fiducia straordinario». Il prof
Fabio Vistoli, direttore della Chirurgia generale e dei trapianti d’organo del San Salvatore, spiega: «Dietro a un intervento così complesso c’è molto più della tecnica: c’è attenzione, rapidità, esperienza e la consapevolezza di dare concretamente una nuova opportunità a chi ne ha bisogno». I trapianti sono stati eseguiti al Policlinico Gemelli, dove è stato trapiantato il fegato e all’Aquila, dove sono stati trapiantati i reni. Hanno collaborato le unità operative di Anestesia e Rianimazione (direttore
Franco Marinangeli, con
Antonello Ciccone responsabile Rianimazione ed
Emilia Barattelli responsabile Blocco operatorio), Cardiologia (
Livio Giuliani), Laboratorio Analisi (
Patrizia Frascaria), Anatomia Patologica (
Giuseppe Calvisi), Laboratorio di Tipizzazione Tissutale (
Carla Cervelli), 118 (
Carla Benedetti) e Medicina Legale (
Cesare Giffi). Un supporto fondamentale è arrivato dalla Cardiochirurgia della Asl di Chieti (
Umberto Benedetto) e dal Centro Regionale Trapianti Lazio (
Mariano Feccia).