Arresti a Via Tavo, Pettinari: «I fermi non bastano, lo spaccio continua»

30 Marzo 2026

Dopo i due arresti nel palazzo popolare, i consiglieri rilanciano: «Serve il colpo finale contro la centrale dello spaccio»

PESCARA.

Il blitz che ha portato all’arresto di due presunti pusher in via Tavo non chiude la partita. Per chi denuncia da mesi quello che accade al civico 229, i consiglieri comunali Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo e Paolo D’Andrea, dopo i fermi eseguiti sabato, nello stabile popolare «si continua ancora a spacciare».

Nel mirino torna soprattutto l’alloggio Ater al quarto piano, indicato come uno dei punti chiave del traffico di droga. I tre consiglieri, nel ringraziare le forze dell’ordine per l’operazione, tornano a puntare il dito su una situazione che definiscono tutt’altro che risolta. E ricordano anche quanto accaduto solo pochi mesi fa, quando proprio Pettinari e Di Pillo furono aggrediti davanti al palazzo durante uno dei sopralluoghi e delle denunce pubbliche sulla situazione dello stabile.

Secondo un comunicato diffuso dagli stessi consiglieri, gli arresti e la muratura di alcuni locali al piano terra rappresentano «una parziale battaglia vinta», ma non bastano a spezzare davvero il meccanismo dello spaccio. Il punto centrale, sostengono, resta infatti il sequestro dell’appartamento occupato abusivamente al quarto piano e la sua successiva riassegnazione «a una famiglia perbene che attende da anni in graduatoria».

Nel loro intervento, Pettinari, Di Pillo e D’Andrea insistono sul fatto che diversi alloggi popolari finirebbero usati non per viverci ma «come una bottega» della droga, aperta la mattina e chiusa la sera. Il rischio, sostengono, è che dopo ogni operazione di polizia la rete si ricomponga in tempi rapidissimi, con i vertici della zona pronti a sostituire la manovalanza arrestata con altri soggetti. Per i tre consiglieri, dunque, la questione non è chiusa. «I cittadini onesti costretti a vivere in questo palazzo ci chiedono di continuare la battaglia per vincere la guerra», scrivono nel comunicato, chiedendo un intervento anche da parte di Ater e Comune per togliere definitivamente quell’alloggio dalla disponibilità della criminalità.