«Una casa in cambio del voto», indagato l’assessore Pignoli

Una cittadina delusa mette nei guai il delegato all’Ascolto del disagio sociale e alla Protezione civile. La donna si è autodenunciata riferendo della promessa del politico e della foto scattata alla scheda
PESCARA. Un’ipotesi di reato di corruzione elettorale pesa in capo all'assessore comunale alla Protezione civile, Ascolto del disagio sociale e Associazionismo sociale, Massimiliano Pignoli. Giovedì la polizia giudiziaria si è recata in Comune, nel suo ufficio, per notificargli un avviso di garanzia e contestualmente per eseguire una perquisizione con sequestro finale dei cellulari dell’esponente politico ex Udc e oggi passato a Forza Italia (difeso dagli avvocati Augusto La Morgia e Melania Navelli). A firmare il provvedimento il pm Gennaro Varone che, con la supervisione del procuratore Giuseppe Bellelli, conduce questa inchiesta che fa seguito all'ultima consultazione elettorale: quella bis dell’8 e 9 marzo scorsi, confermativa dell’elezione a sindaco di Carlo Masci dopo l’intervento del Tar che dispose la ripetizione del voto in 23 sezioni per una lunga serie di errori nella gestione dei seggi.
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