Primo consiglio, è già scontro Masci: «Pronto a querelare»

L’opposizione contesta il sindaco e lui annuncia la giunta: «Ecco i miei assessori»
PESCARA. «Ho ascoltato tante falsità, accuse, offese, denigrazioni. Guardate che la campagna elettorale è finita e abbiamo vinto noi. E poi io sono l’unico sindaco di Pescara eletto per la seconda volta al primo turno: forse, questo significa qualcosa, voi che ne dite?». Il sindaco Carlo Masci rieletto con il 50,95%, ieri al primo consiglio comunale dell’amministrazione bis, affronta l’opposizione che lo attacca e assicura: «La mia faccia è pulita da trent’anni». Al debutto, in aula è già una resa dei conti tra centrodestra, centrosinistra e l’ala civica di Domenico Pettinari che spara contro tutti, maggioranza e minoranza. «Se continuate solo ad accusarci», dice il sindaco, «vinceremo sempre noi. E a questa storia che la città è ferma non ci crede più nessuno: è un disco rotto, cambiatelo». E Masci, dopo gli interventi dei consiglieri di minoranza che allungano sospetti sugli appalti del Comune, avverte: «Dovrò chiedere le registrazioni della seduta per verificare se ci sono gli estremi per presentare una querela per diffamazione». Ed è soltanto la prima seduta: altroché festa, potrebbe finire già tutto in Procura. La benedizione di frate Giuseppe della chiesa di Sant’Antonio e il tau francescano esibito in aula con l’invito a «mettersi al servizio» non bastano a tenere a freno la fame di vendetta politica.
ECCO LA GIUNTA Il primo consiglio comincia tra i sorrisi brillanti e qualche faccia nera, come quelle del consigliere di Forza Italia Claudio Croce e di Luigi Albore Mascia (Pescara Futura) che non entrano in giunta. Alla sinistra del sindaco c’è Adelchi Sulpizio della Lega, alla sinistra Patrizia Martelli di Forza Italia: sono i due assessori già in carica. Poi Masci fa l’elenco degli altri 7 nominati poi in serata: per Forza Italia, Valeria Toppetti, Mariarita Carota, Massimiliano Pignoli ed Eugenio Seccia che, da assessore uscente al Bilancio, ha vinto il ballottaggio con Croce; per Fratelli d’Italia, il più votato Cristian Orta, Alfredo Cremonese, che potrebbe essere il vice sindaco, e Zaira Zamparelli. Nessun esterno: ha contato il consenso delle urne.
SANTILLI PRESIDENTE Il mosaico degli incarichi si compone alla fine di 5 ore di consiglio comunale con l’elezione di Gianni Santilli di FdI alla presidenza dell’assise con 19 voti favorevoli mentre l’opposizione vota per Simona Barba (Alleanza Verdi e Sinistra-Radici in Comune): «La vostra fiducia sarà ben riposta», dice Santilli, assessore uscente, che parla di «dialogo» e «mediazione» e promette: «Il mio primo impegno sarà ascoltare tutti, la mia porta sarà sempre aperta». E poi, sul finire di una seduta sotto il segno della polemica, lancia un avvertimento: «Questa è un’aula delle istituzioni e non un’arena per guelfi e ghibellini né un teatro per strappare facili applausi».
FESTA IN AULA In aula ci sono i deputati Nazario Pagano (Forza Italia) e Guerino Testa (FdI), il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia), autore del piano che ha portato in giunta 5 assessori azzurri su 9, i consiglieri regionali Vincenzo D’Incecco (Lega), Antonio Blasioli e Antonio Di Marco del Pd ed Erika Alessandrini (M5S), il coordinatore provinciale FdI Stefano Cardelli, il segretario regionale di Sinistra italiana Daniele Licheri, il vice sindaco di Montesilvano Paolo Cilli di Forza Italia e il presidente del consiglio Valter Cozzi (FdI). Sfilano anche i vertici delle municipalizzate, Ricardo Chiavaroli di Ambiente spa e Giuliano Diodati di Pescara Energia.
g7 e NEXT PESCARA Davanti a tutti, Masci presenta il manifesto della Pescara che verrà. Fino al 2027: a meno di colpi di scena, secondo la scadenza fissata dalla Regione, questa amministrazione dovrebbe restare in carica per due anni e mezzo, il tempo di portare a compimento la fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore con la nascita di una città da 190mila residenti. Nell’attesa, il primo banco di prova sarà il G7 dei ministri degli Esteri sullo sviluppo economico che si svolgerà il 24 e 25 ottobre all’Aurum. Il programma di mandato in 28 pagine si intitola “Next Pescara”: Masci ci mette un’ora a spiegarlo senza saltare una pagina. «Dopo il mare pulito con la Bandiera Blu, accenderemo il faro sul fiume. Sono già pronti 5 milioni per la pulizia delle sponde», annuncia il sindaco, «poi il waterfront: completeremo il nuovo molo con una passeggiata fino alla diga foranea e presteremo attenzione all’arenile. E ancora: l’obiettivo è piantare 10mila nuovi alberi, acquisire l'area dell’ex galoppatoio di 50mila metri quadrati, realizzare il parco nord per 40mila metri quadrati e fare il parco centrale nell’area di risulta 37 anni dopo il passaggio dell'ultimo treno». E sul futuro dell’area di risulta Masci dice: «Entro fine anno sapremo l’impresa che farà i lavori». E poi «non vedo l’ora che parta la filovia: questa è la transizione energetica e ambientale. E sui rifiuti andiamo avanti con l’obiettivo del 100% di porta a porta». Masci sogna una «città attraente» e pensa «all’immagine della premier Giorgia Meloni che parla mentre alle sue spalle ci sono i bambini che giocano in spiaggia». E ancora, altre parole chiave sono: «Cultura, giovani e sport. Vogliamo che Pescara», dice il sindaco, «diventi la capitale italiana dell’arte contemporanea e recuperare la Porta del mare dell’artista Franco Summa. Pescara deve diventare una città internazionale che accoglie i giovani, soprattutto quelli dell’Erasmus». Masci assicura: «Grazie ai cittadini che mi hanno votato e anche a quelli che non l’hanno fatto, sarò il sindaco di tutti».

