Primo weekend di saldi, avvio incerto

Sabato mattina centro semideserto, meglio nel pomeriggio. I negozianti: incide il Covid
PESCARA. Nelle ore serali, la città ancora vestita a festa con le luminarie natalizie montate e accese. Il mercatino lungo corso Umberto in piena attività e tante persone a passeggio per il centro.
Di fronte ad alcune grandi catene, piccole code si sono create di chi, prima di dedicarsi allo shopping, ha dovuto attendere il proprio turno per entrare nel negozio evitando assembramenti. Nelle ore diurne, invece, lo scenario si è presentato diverso, con le vie decisamente più vuote e i negozi che hanno lavorato meno.
Il primo weekend di saldi a Pescara, cominciati ufficialmente il 5 gennaio, è stato altalenante. Come ben diverse sono anche le opinioni delle associazioni di categoria.
«Un weekend deludente», sottolinea la presidente di Confesercenti Pescara Marina Dolci. «Sabato mattina si sono viste pochissime persone. È anche vero che in questi giorni tanti ragazzi sono impegnati insieme ai genitori negli screening per ritornare a scuola, e quindi la mente è distolta dallo shopping. Ci sono poi i rincari sulle bollette e le spese natalizie appena fatte. Ciononostante», continua la commerciante, «il saldo è un appuntamento che non si può eliminare e che è atteso dalle persone, anche se non c'è più quella corsa come avveniva anni fa. Data la vicinanza con il Natale, noi commercianti non possiamo cominciare con sconti troppo elevati. Penso che un recupero ci sarà a fine mese, quando arriveranno gli stipendi, sperando che anche la situazione contagi rientri».
Vede il bicchiere mezzo pieno Enzo D'Ottaviantonio, presidente di Federmoda Confcommercio Pescara. «Siamo soddisfatti», afferma senza esitazioni. «L'inizio dei saldi di mercoledì ha permesso di diluire i flussi di persone, e questo nel momento che stiamo vivendo di pandemia è fondamentale per garantire la sicurezza di tutti. In questi giorni c’è stata tanta gente in giro, ma ce n’è moltissima, anche bloccata a casa perché affetta dal Covid o in quanto è stata a contatto con positivi e quindi non è potuta uscire. Non c'è stata la ressa di altri anni, ma francamente possiamo stilare un bilancio buono, ancor più se facciamo un raffronto con l'anno scorso, in cui tra l’altro siamo stati costretti a chiudere per via delle limitazioni. E tutto questo dipende molto dai benefici che stanno portando i vaccini», conclude.
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