«Privatizzare l’asilo eviterà il dissesto»

8 Giugno 2017

San Giovanni Teatino, il sindaco: «Vogliamo salvare i posti di lavoro della Sgt e i servizi di qualità»

SAN GIOVANNI TEATINO. «Salvare i posti di lavoro della Sgt Multiservizi e allo stesso tempo le casse del Comune». È il duplice obiettivo dell’amministrazione di San Giovanni Teatino, un obiettivo che secondo la giunta del sindaco Luciano Marinucci si può raggiungere attraverso la privatizzazione, ormai indifferibile, dei servizi cimiteriali, verde, scuolabus e asilo nido.
Una manovra di spending review necessaria a causa dei tagli dei trasferimenti da Roma e di conseguenza ai fondi che il Comune può erogare alla società in house per la gestione dei servizi. L’alternativa è il dissesto finanziario dell’ente. «Il nido è un servizio eccellente, ospita tanti bambini quanti i nidi di Montesilvano e Francavilla messi insieme», spiega Mariniucci. «Il nostro sforzo è di salvaguardare, con l’intervento di privati, la gestione del nido, scuolabus e verde. Un dissesto economico sarebbe un danno ben peggiore. Proprio il nido che, rispetto ad altri servizi, è quello che più presenta un carattere commerciale disponibile liberamente sul mercato, può rappresentare una svolta per rendere più parsimoniosa la gestione della Sgt. Il Comune spende, ogni anno, per il nido 440 mila euro, di cui 330 mila per il personale che, in alcuni casi, gode di privilegi economici fuori mercato. Il costo annuale è coperto oltre che dalle rette, anche con 230mila euro che escono dalle casse comunali, quindi a carico dei cittadini: è un doveroso atto di responsabilità trovare una soluzione per garantire il nido e la collettività». Non è piaciuta al sindaco Marinucci l’assemblea pubblica indetta dalla Cgil e dalla Cisl Funzione Pubblica per contestare la scelta del Comune di privatizzare. I sindacati hanno annunciato battaglia: «Da assemblea sindacale è stata trasformata da alcuni in un comizio politico. Qualora qualcuno volesse tacciare di faciloneria la mia scelta di non partecipare, faccio presente che la mia partecipazione sarebbe stata inopportuna, e oltretutto non richiesta. Ma questa sensibilità appartiene a me e a pochi altri, non a chi ha deciso di strumentalizzare un momento delicato e importante in un palcoscenico, mettendo in scena, peraltro, una commedia già noiosamente vista. Poiché sono fiducioso della bontà delle proposte avanzate in assemblea, attendo di vederle sulla mia scrivania entro questo fine settimana. Chiaro che devono essere saldamente fondate e non basate su progetti ideali. Ricordo infine che le decisioni sull’asilo sono state assunte a seguito di riunioni con genitori e insegnanti in cui furono fatte da parte nostra proposte che furono rigettate con la promessa, da parte loro, di farci pervenire ulteriori soluzioni, mai arrivate».
Gabriella Di Lorito