Processione in mare senza santo: una foto al posto della statua

29 Luglio 2019

La decisione del comitato organizzatore: «Il santo è di cartapesta, con l’acqua si scioglierebbe»  Ma scoppia la polemica sui social: «Rompere la tradizione è gravissimo». Corona in mare per Rabuffo

PESCARA. Piove e Sant’Andrea non va in mare. «È di cartapesta, si scioglierebbe» così è deciso dall’organizzazione laica e dai religiosi della parrocchia a capo del comitato dei festeggiamenti. Quindi Sant’Andrea rimane in chiesa. Relegato nel suo angoletto, accanto all’altare, in compagnia di pochi fedeli in preghiera.
Niente processione lungo le vie della città, come da tradizione immemore. Il motopeschereccio “Fabio”, preparato con devozione dal titolare Enzo Vecchioli, è attraccato al molo nord in attesa del santo dei pescatori, che non arriverà.
Intorno alle 10 di ieri, l’imbarcazione prende il largo senza la statua. Al suo posto, viaggia un poster con la sacra immagine dell’evangelico apostolo, trattenuto da tante mani adoranti, comprese quelle dei marinaretti. La processione delle imbarcazioni, dunque, ha luogo come da tradizione. Una manciata di natanti e pescherecci, (il “padre Mariano” ospita la banda di Introdacqua) dei 50 che dovevano essere, che hanno scortato l’effigie al largo per rendere omaggio alle vittime del mare, con l’emozionante rito del lancio in acqua delle corone addobbate di fiori colorati. Quattro tappe, tante sono le corone, negli specchi d’acqua teatro di tragedie: all’altezza di via Cavour, davanti la stele dannunziana, al molo nord e del porto turistico.
La novità di quest’anno è “l’inchino” dell’imbarcazione pilota affollata di autorità, in testa il sindaco Carlo Masci, il parroco padre Carlo Mattei, il comandante della Guardia costiera Donato De Carolis, l’assessore al Mare Nikla Di Nisio, all’altezza dello stabilimento di Nicolino Rabuffo, il balneatore scomparso nel 2016. Il figlio Nicola, prevelato dal Niki beach con uno scafo e fatto salire a bordo, ha donato alle onde un mazzo di calle bianche in ricordo del papà. Momenti intensi di una festa col colpo di scena che nessuno si aspettava: il santo assente alla processione in mare. E nel pomeriggio, i social si scatenano. Il primo a far brillare la mina è l’armatore Mimmo Grosso che posta: «Il parroco di Sant’Andrea non permette l'uscita del santo dalla chiesa. Poca pioggia è bastata per infrangere un rito che si teneva da diversi anni. Inventarsi che la statua del santo patrono dei pescatori è di cartapesta è la più stupida delle bugie. Una scusa indecente». Tra le tante risposte, quella di Katia Ferrari, donna pratica: «Bastava avvolgere la statua in un foglio di cellophane! In tanti anni, è la seconda volta che succede. La prima nel 2012 a causa mancato dragaggio del fiume».
Per Riccardo Padovano, memoria storica della marina e regista delle celebrazioni, «è la prima volta che accade che Sant’Andrea non vada in mare a causa della pioggia, è successo col mare molto mosso. Ma la statua è di cartapesta, si sarebbe squagliata. Però ci organizzeremo per il prossimo anno, prepareremo una degna copertura». Christian Insolia suggerisce il «posticipo della manifestazione». «Rinviata a lunedì», oggi, ipotizza La Palm. Ci scherza su, Giulia Di Nunzio: «S. Andrea è "furasctico"se non vuole uscire». Per i pescaresi, il santo è una faccenda seria e con riti e leggende non si scherza. Lo rimarca Carla Maione: «Rompere la tradizione è una cosa gravissima per tutta la marineria». Ma padre Carlo spegne le polemiche: «Anche se non esce in mare è lo stesso nei cuori della gente». Confermano Maria Camplone e Franca Tarantola che ieri hanno assistito alla messa delle 9 con altre 200 fedeli: «Si, è nei nostri cuori. Ma davvero è di cartapesta? Pensavamo fosse di gesso». Maria Antonietta è seduta ai banchi: «San’Andrea è il nostro canale per arrivare a Dio». Il sindaco Masci: «È il santo che rappresenta la pescaresità marinara». Nell’omelia, l’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti, sottolinea l’importanza della preghiera, della misericordia e del perdono, e poi conclude: «Che Sant’Andrea ci illumini» prima del saluto a padre Aldo, la cui «obbedienza lo porta altrove», a Roma. Alla messa, presente il comandante della polizia municipale, Carlo Maggitti con gli agenti in alta uniforme, Guerino Testa, Lorenzo Sospiri, i marinai dell’Anmi, coordinati da Enzo Di Brigida, il coro di Sant’Andrea.