Processo Grandi eventi, parlano i sindaci

6 Febbraio 2023

Tangenti e contributi elettorali: oggi tornano in aula l’ex assessore Cuzzi, i due impresari e altri 5

PESCARA. Dopo due rinvii, uno per l'indisponibilità di un avvocato e l'altro per quella di un giudice del collegio, il processo Grandi eventi torna in aula con una sfilata di testimoni della politica e non. Tutti testi che erano stati citati per il 10 ottobre scorso, poi rinviati al 6 dicembre e che oggi l’accusa, sostenuta dal pm Luca Sciarretta, potrà ascoltare per puntellare le sue contestazioni. Tra gli imputati, spicca l’ex assessore al ramo Giacomo Cuzzi che, secondo la procura, avrebbe agito per fini personali nell’organizzare concerti e manifestazioni con big della canzone e progetti sull’ambiente. Incarichi che sarebbero stati affidati in maniera diretta, in particolare ai due impresari dello spettacolo quali Andrea Cipolla e Cristian Summa, che secondo l’accusa monopolizzarono la legislatura dell’assessore Cuzzi in cambio di favori personali che la procura presume siano tangenti e contributi elettorali. E per accreditare la propria tesi, questa mattina la pubblica accusa ascolterà i testi citati, quasi tutti politici e dirigenti attualmente in carica alla guida dell'amministrazione. Si tratta del sindaco Carlo Masci, dell’attuale assessore al Turismo Alfredo Cremonese (che prese il posto in giunta che era stato ricoperto da Cuzzi), e i dirigenti Andrea Ruggieri e Marco Molisani.
Ma insieme a loro, sul banco dei testimoni siederà anche l’ex sindaco Marco Alessandrini, teste dell’accusa, ma anche della difesa. Tutti saranno chiamati a spiegare al collegio come sarebbe cambiato (qualora fosse effettivamente cambiato) l’iter per l’aggiudicazione di questo tipo di eventi. Mentre Alessandrini, sindaco all’epoca dei fatti, sarà invece chiamato a fornire la sua versione sul perché, e come, quegli eventi vennero affidati direttamente ai due imprenditori dello spettacolo sotto processo. Insieme a Cuzzi, chiamati a rispondere di reati che a vario titolo vanno dalla corruzione, al finanziamento illecito dei partiti, dalla turbata libertà nella scelta del contraente alla turbata libertà degli incanti, ci sono altri sette imputati.
Oltre ai due citati imprenditori dello spettacolo, ci sono Moreno Di Pietrantonio (ex segretario cittadino del Pd nonché dirigente della Asl di Pescara), l'ex assessore comunale Simona Di Carlo, la funzionaria Asl, Leila Colucci, e altri due imprenditori, Gianfranco Berardinelli e Alessandro Michetti. Di Pietrantonio e Di Carlo, oltre alle vicende legate all’affidamento degli incarichi a Summa, sono coinvolti anche nella vicenda legata al concorso in Asl che si aggiudicò Di Carlo con il presunto aiuto dell’esponente politico: secondo l'accusa i requisiti che spianarono la strada all’ex assessora, sarebbero stati cuciti su misura addosso alla Di Carlo da Di Pietrantonio, proprio per favorire la collega che alle ultime elezioni si era presentata in coppia con lui.
Finora i testi dell’accusa sono stati anche abbastanza categorici nel riferire dei presunti illeciti compiuti dagli imputati. In particolare, gli investigatori della guardia di finanza, che condussero le indagini su delega del pm, hanno riferito di intercettazioni soprattutto in relazione alle condotte corruttive che l’accusa sta cercando di dimostrare.