Processo per l’hotel Rigopiano, accuse in prescrizione

12 Ottobre 2016

FARINDOLA. È stata rinviata al 29 novembre prossimo la causa sull’Hotel Rigopiano che vede imputati Massimiliano Giancaterino (all’epoca sindaco di Farindola), Antonello De Vico, all’epoca...

FARINDOLA. È stata rinviata al 29 novembre prossimo la causa sull’Hotel Rigopiano che vede imputati Massimiliano Giancaterino (all’epoca sindaco di Farindola), Antonello De Vico, all’epoca consigliere comunale, gli assessori Ezio Marzola e Walter Colangeli, Andrea Fusaro (consigliere comunale), Roberto e Paolo Del Rosso, quest’ultimo difeso dall’avvocato Liborio Romito di Pescara, e proprietari della defunta Del Rosso srl che gestiva l’albergo poi passato alla Gran Sasso Resort. Nella giornata di ieri si è tenuta la discussione e il 29 novembre ci sarà spazio in aula per eventuali repliche e quindi per la lettura del dispositivo di sentenza.

Per tutti gli imputati il reato di corruzione è già prescritto da aprile 2016. Il processo è però continuato e, a questo punto, si attende una sentenza definitiva. Il pm Gennaro Varone in aula ha confermato l’impianto accusatorio e ha chiesto l’avvenuta prescrizione dei reati per tutti gli imputati. Le difese dei vari avvocati hanno nuovamente ed energicamente respinto l’ipotesi corruttiva sottolineando la debolezza di tutto l’impianto accusatorio e chiesto l'assoluzione.

Secondo l’accusa, in pratica, per sanare una presunta occupazione abusiva del suolo pubblico da parte della società Del Rosso srl che gestiva l’Hotel Rigopiano, poi passato alla Gran Sasso Resort, gli amministratori imputati, il 30 settembre 2008, avrebbero votato una delibera di sanatoria in consiglio comunale in cambio di denaro per il finanziamento del partito e posti di lavoro per amici, parenti e protetti.

Sei anni di processo e udienze, dopo le indagini condotte dai carabinieri di Penne, non sono però serviti a confermare il quadro accusatorio e i reati sono andati prescritti. (f.bel.)

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