Processo Rigopiano, oggi si torna in aula

Al vaglio del giudice Sarandrea, le richieste di sequestro preventivo e l’utilizzo delle intercettazioni
PESCARA. Si conoscerà oggi la decisione del giudice Gianluca Sarandrea sulle richieste di sequestro preventivo presentate già da tempo da alcune parti civili nel procedimento in corso sulla tragedia di Rigopiano.
In apertura di udienza preliminare il gup darà lettura del dispositivo in questione, definendo anche questo passaggio processuale con il quale gli interessati cercano in qualche modo di “congelare” i beni di una parte di imputati in vista di eventuali risarcimenti danni. Subito dopo si dovrebbe incardinare la delicata questione delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche che potrebbe dar il via ad una corposa discussione tra pubblica accusa (i pm Andrea Papalia e Anna Benigni) e il corposo collegio difensivo. Ci sarà innanzitutto da dirimere la questione legata alla loro utilizzabilità, in quanto provengono da un altro procedimento aperto all’Aquila a carico di politici e imprenditori accusati di corruzione. Stando ai difensori, quelle intercettazioni, proprio perché mai autorizzate e motivate dal gip di Pescara, non possono entrare nel fascicolo, ormai riunito ufficialmente, che riguarda sia la questione del depistaggio (con i prefettizi imputati) sia la questione del disastro con gli altri 25 imputati. Uno scoglio da superare che, vista la mole delle parti presenti (30 imputati e oltre 150 parti civili che potrebbero interloquire sulla questione) potrebbe portare via molto tempo e bloccare di fatto l'udienza. (m.cir.)

