Processo Strada Parchi, chieste 7 condanne

1 Marzo 2024

L’accusa ha chiesto un anno e 6 mesi e 5mila euro di multa per gli imputati. Il 4 aprile, la sentenza

PESCARA. Si conoscerà il 4 aprile la sentenza del gup di Pescara, Francesco Marino, nel procedimento con il rito abbreviato a carico dei vertici di Strada dei Parchi: e cioè a carico dell’allora amministratore delegato Cesare Ramadori, del direttore generale di esercizio Igino Lai, e dei dirigenti Lelio Scopa, Mario Bellesia, Gabriele Nati, Marco Rocchi e Marco Pellicciardi.
Un anno e sei mesi e 5mila euro di multa per i sette imputati è la richiesta avanzata dalla pubblica accusa (sostenuta dal pm Luca Sciarretta) nell’udienza di ieri, poi rinviata per le repliche e la sentenza.
L’accusa ha chiesto per tutti l’assoluzione dal reato di attentato alla sicurezza dei trasporti (in quanto «mettevano in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti autostradali, mantenendo in pieno esercizio i viadotti denominati Popoli, Bussi, Gole di Popoli e Svincolo di Bussi»), ma anche la condanna per inadempimento di contratti di pubbliche forniture, per quanto riguarda invece la manutenzione dei viadotti incriminati.
Un processo che arriva dopo due identici procedimenti aperti e chiusi a Teramo e L’Aquila con altrettante sentenze di assoluzione piena. E infatti, il nutrito collegio di difesa di Strada dei Parchi (del gruppo industriale abruzzese Toto, tornato a essere concessionario delle autostrade abruzzesi A24 e A25), dopo aver ampiamente discusso per sostenere l’estraneità dalle accuse degli odierni imputati, ha depositato quelle due sentenze, per accuse praticamente in fotocopia. Inoltre, esiste una perizia tecnica del professor Bernardino Chiaia, del Politecnico di Torino, consulente del pubblico ministero, che è categorica sul punto chiave, relativo cioè all’ordinanza ministeriale del 2018 che pose la limitazione del traffico sullo svincolo di Popoli: «Non c'è mai stato alcun pericolo di crollo per i quattro viadotti oggetto dell’indagine», disse l'esperto, «e la decisione di limitare il transito è stata conseguenza di un provvedimento precauzionale da parte del ministero per le Infrastrutture e i trasporti, dopo la tragedia del ponte Morandi a Genova». Nel corso delle arringhe i difensori hanno ribadito il rispetto degli adempimenti da parte di Strada dei Parchi, depositando anche una sentenza del Tar che chiamava fuori la società da qualsiasi responsabilità.
Il 4 aprile, la sentenza del processo con rito abbreviato chiesto da tutti e sette gli imputati.