Prodotti alimentari, stop ai falsi Finanza in campo per i controlli

26 Gennaio 2022

Al via l’operazione per tutelare l’economia legale anche nel settore delle specialità tipiche abruzzesi  Il colonnello Caputo: «Siamo impegnati a garantire la ripresa economica nel rispetto delle regole»

PESCARA. I prodotti della filiera agro-alimentare, quelli che fanno volare l’immagine dell’Abruzzo anche oltre confine, le tipicità di questa terra e del suo artigianato. Sono anche questi gli articoli che possono far gola agli esperti della contraffazione, impegnati a produrre, o meglio riprodurre, davvero tutto. Ecco perché nel 2022 l’attività della Guardia di finanza si concentrerà anche sul contrasto alla contraffazione in questo campo specifico. Sta prendendo forma, seguendo le direttive nazionali e d’intesa con altre istituzioni, l’operazione “Stop fake” finalizzata a scovare chi si occupa di falso, per «tutelare il territorio, laddove si basa su determinati prodotti, e garantire l’integrità del tessuto economico locale», salvaguardando «i produttori da possibili alterazioni, distorsioni e abusi», dice il colonnello Antonio Caputo, comandante provinciale della Guardia di finanza, affiancato dal colonnello Luca Lauro, comandante del Nucleo di polizia economico finanziaria.
Un lavoro, quello dei finanzieri del capoluogo adriatico e della provincia, che ha già preso il via negli ultimi mesi del 2021 con l’operazione “Natale sicuro” che si è snodata in più tranche e ha portato a sequestrare circa centomila pezzi, perlopiù luminarie natalizie, giocattoli per bambini e capi di abbigliamento. La lotta alla contraffazione è un caposaldo della Finanza e il motivo è presto detto: il settore del falso «frutta sette miliardi di euro l’anno e toglie centomila posti di lavoro», oltre ad «alterare le regole della concorrenza» e a danneggiare gli operatori che «contribuiscono alla crescita del sistema paese nel rispetto delle regole e offrendo occupazione». Il falso, altro elemento di rilievo, porta nelle case dei consumatori prodotti che possono mettere a rischio «la sicurezza e la salute».
In questa «fase di ripresa del sistema paese, dopo la crisi» provocata dall’emergenza sanitaria, le Fiamme gialle puntano poi a creare una «cornice di sicurezza economica finanziaria» a tutte le iniziative che mirano a «garantire lo sviluppo», affinché si punti sì alla rinascita ma «nel rispetto delle regole». L’attività delle Fiamme Gialle per la «tutela della finanza pubblica» si snoderà «sul piano delle entrate erariali, con la vigilanza sul corretto assolvimento degli obblighi tributari, e sul piano delle uscite, con la vigilanza sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche, comprese quelle del Pnrr». E proprio in questi giorni la Finanza sta partecipando al nucleo tecnico istituito dal prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo per monitorare «l’utilizzo delle risorse che arriveranno sul territorio per la ripresa».
Le metodologie di lavoro saranno quelle «collaudate, stratificate», partendo dal «controllo silenzio del territorio» per poi intervenire «in maniera mirata e selettiva e proseguire con ispezioni, verifiche e controlli».