Professioni verso l’addio all’esame di Stato

7 Maggio 2021

Basterà la laurea per esercitare i lavori di odontoiatra, farmacista, veterinario, psicologo e altri

Una mini rivoluzione potrebbe investire, a breve, il mondo delle professioni.
Il Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza approvato dal Parlamento la scorsa settimana), sulla scia di un disegno di legge presentato quando era ancora in carica il governo Conte, prevede che, per ottenere l’abilitazione all’esercizio di alcune professioni, non sarà più necessario sostenere l’esame di Stato ma basterà la laurea.
LA PROPOSTA. La proposta contenuta nel Recovery Plan, la riforma, si legge nel testo, «prevede la semplificazione delle procedure per l’abilitazione all’esercizio delle professioni, rendendo l’esame di laurea coincidente con l’esame di Stato», era già incardinata in un disegno di legge presentato il 19 ottobre scorso dall’allora ministro dell’Università Gaetano Manfredi.
Il provvedimento - che ha già iniziato il suo iter parlamentare: il 12 aprile è approdato nella Commissione Istruzione alla Camera, mentre il 4 maggio sono scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti - stabilisce che il necessario tirocinio pratico-valutativo per l’accesso ad alcune professioni regolamentate sia svolto all’interno dei corsi di laurea e che, di conseguenza, l’esame di laurea divenga anche la sede nella quale “assorbire” l’esame di Stato di abilitazione all’esercizio della professione.
A CHI SI APPLICA. Il nuovo modello si applicherebbe, per il momento, alle lauree magistrali a ciclo unico in Odontoiatria, Farmacia, Medicina veterinaria, Psicologia, che quindi conferirebbero l’abilitazione all’esercizio delle professioni, rispettivamente, di odontoiatra, farmacista, veterinario e psicologo, e alle lauree professionalizzanti per l’edilizia e il territorio, le tecniche agrarie, alimentari e forestali e le tecniche industriali, che quindi abiliterebbero all’esercizio delle professioni di geometra laureato, agrotecnico laureato, perito agrario laureato e di perito industriale laureato.
Non è da escludere, tuttavia, che in futuro possa estendersi anche ai laureati in legge, economia e commercio, ingegneria o altre discipline. Il ddl prevede, infatti, che titoli universitari che consentono l’accesso agli esami di Stato possano essere resi abilitanti su richiesta dei consigli degli ordini o dei collegi professionali o delle relative federazioni nazionali.
OBIETTIVI. Lo scopo del ddl è quello di velocizzare, attraverso la semplificazione delle procedure per l’abilitazione all’esercizio delle professioni, l’accesso al mondo del lavoro da parte dei laureati e di annullare il lasso di tempo che oggi passa tra la laurea e la prima sessione utile per l’esame di Stato. Un solco è già stato tracciato con successo con il Cura Italia, che ha reso abilitante la laurea in Medicina per avere più medici da impiegare negli ospedali durante la pandemia.
NORMA TRANSITORIA. Il disegno di legge prevede anche una disciplina transitoria: coloro che si sono già laureati in odontoiatria e protesi dentaria, in farmacia, medicina veterinaria e in psicologia, come coloro che si sono laureati come agrotecnici, geometri, periti agrari e industriali, dovranno, per ottenere l’abilitazione all’esercizio delle rispettive professioni, svolgere un tirocinio pratico-valutativo.
ENTRO L’ANNO LA LEGGE. «La conclusione del disegno di legge sulle lauree abilitanti si avrà entro l’anno per impegno del governo, confido possa trovarsi ampia convergenza forze politica», ha detto il ministro dell’Università e della Ricerca Cristina Messa parlando davanti alle Commissioni Istruzione e Cultura di Camera e Senato.