Profughi, un mese fa il primo sbarco

28 Marzo 2023

Lo scorso 24 febbraio l’arrivo di 40 naufraghi, perfetta la macchina dell’accoglienza locale

ORTONA . Trentadue giorni fa Ortona ha vissuto l’esperienza del primo sbarco di migranti in Abruzzo. Erano 40 le persone arrivate sulla banchina di riva nella notte tra venerdì 24 febbraio e sabato 25, dopo che da quattro giorni navigavano verso il porto di Ortona a bordo della Aita Mari, imbarcazione della Ong basca Salvamento Maritimo che li aveva soccorsi a largo di Lampedusa. Non appena appresa la notizia dell’imminente sbarco, il 21 febbraio, il prefetto aveva attivato le procedure di accoglienza, già nelle settimane precedenti individuate e concordate con la Capitaneria di porto, proprio in vista di un ipotetico sbarco in provincia di Chieti. Ora gli sbarchi sono diventati due e pare che questo numero sia destinato a salire. Le procedure di recupero e di accoglienza della notte del 24 febbraio scorso, erano state perfezionate nel corso di un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza dedicato, durante il quale il comandante della Capitaneria di porto di Ortona, Francesco Scala, aveva illustrato, nel dettaglio, la suddivisione degli spazi in aree dedicate alle diverse operazioni di accoglienza, tutte attrezzate con tende e gazebo riscaldati, messi a disposizione dal locale gruppo di Protezione civile e dalla Croce Rossa Italiana. Un cordone di umanità che ha funzionato senza inciampi.
Soddisfatto di come si svolsero tutte le procedure il vice prefetto Gianluca Braga, presente ad Ortona, al momento dello sbarco. «Avevamo ipotizzato l’evento e studiato tutto nei minimi particolari possiamo dire che il coordinamento di tutte le forze in campo ha portato un risultato eccellente», aveva detto. Tutti gli stranieri soccorsi quella notte provenivano dalla Guinea Conakry, eccetto un cittadino del Mali e uno della Sierra Leone e, tra questi, vi erano 18 minori non accompagnati, 7 uomini adulti, 2 nuclei familiari composti da 2 donne con due bambini e 3 uomini, ed 8 donne singole. Oggi, invece, i numeri sono diversi, così come le provenienze. Sulla Life Support di Emergency presenti, questa volta, 26 donne, 3 incinte, 74 uomini, 52 minori senza genitori e 9 minori con i genitori.
Al momento dell’attracco della Aita Mari sulla banchina di Riva, prima dello sbarco, i migranti soccorsi sono stati sottoposti ad un primo check e screening sanitario, da parte del personale medico Usmaf salito a bordo, all’esito del quale sono stati fatti sbarcare, dando priorità a infermi e minori e accolti in un punto ristoro dal personale della Croce Rossa Italiana, che aveva provveduto a consegnare beni di prima necessità e generi di conforto. Un iter diverso, dunque, da quello studiato per oggi, perfezionato in vista del numero ingente di persone che sbarcheranno.
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