Progetto da 32 milioni per il super Comune

30 Giugno 2018

Popoli, “Ripensiamo il territorio” rilancia l’idea di fusione: servono fondi per i paesi che si spopolano

POPOLI. Il Movimento «Ripensiamo il territorio» rilancia la proposta della fusione dei Comuni, quale unica possibilità di poter godere delle contribuzioni statali e far rinascere il comprensorio dell'alta Val Pescara con i suoi paesi raggruppati in qualche decina di chilometri quadrati (da Tocco da Casauria, a Bussi sul Tirino, da Vittorito, a Roccacasale, San Benedetto in Perilliis, Collepietro) soggetti allo spopolamento ad all'impoverimento delle relazioni sociali ed economiche.
Una possibilità che attirerebbe ben 32 milioni di euro di finanziamenti statali in 10 anni. La sola Popoli è scesa a 4.970 abitanti dai 5.525 del 2010 e ha registrato una perdita di trasferimenti erariali del 50% medio dal 2010 al 2016, con la perdita di circa il 62%, corrispondenti a 1,5 milioni di euro. «Questi dati», spiega il responsabile del Movimento Gianni Natale, «lanciano un allarme drammatico sulle iniziative da intraprendere nei vari centri, attivando le opportune azioni, sia di puntuale comprensione del fenomeno, sia di possibili azioni guardando al futuro strategico. La città di Popoli ha raccolto lo stimolo della nostra associazione, istituendo la commissione consiliare di “Coesione territoriale e progetto futuro Popoli” per affrontare questa cruciale problematica dello spopolamento e relativo impoverimento, compresa la svalutazione del patrimonio edilizio, dovuto a uno slittamento inesorabile verso le inurbazioni costiere».
Non resta dunque che intensificare il lavoro della commissione coinvolgendo le amministrazioni dei paesi del circondario che sembrano voler rifiutare una borsa piena di denari e poter impinguare i fondi delle loro casse comunali. «Pensate ad un’unica bella città di 6 Comuni in alta Val Pescara, con un solo municipio ed un solo sindaco e con le varie delegazioni amministrative, ma con le casse piene di milioni euro. Cosa non si potrebbe fare», si chiede Natale, «oltre gli immediati vantaggi del miglioramento e dei servizi e la riduzione della tasse?».
La tabella illustra i dati relativi a ciascuno dei Comuni interessati e le conclusioni sono che per il raggruppamento di questi Comuni ci sarebbe un afflusso di ben 32 milioni di euro in 10 anni, ovvero 3,2 milioni l'anno per sviluppare progetti territoriali comuni. A ciò si aggiungano il superamento del Patto di stabilità per 5 anni (per Popoli, significherebbe la liberazione di ben 5 milioni di euro per investimenti, ora bloccati), l'eliminazione dei vincoli per le assunzioni, la sospensione delle regole per la centrale di committenza, ossigeno per l'economia, possibilità di lavoro. «Il nuovo super Comune, conclude Natale, «sarebbe paragonabile ad un polo industriale in grado di garantire guadagni per 3,2 milioni l'anno».
Walter Teti
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