Progetto natura per il Pescara

7 Marzo 2018

Presentato in Provincia un intervento sul fiume da 1,5 milioni

SAN GIOVANNI TEATINO. Un robusto intervento di ingegneria naturalistica vedrà l’utilizzo di materiali da costruzione e piante viventi per sistemare e consolidare le sponde del fiume Pescara. Il, progetto è stato presentato ieri mattina nel corso di una conferenza a Pescara, nella sede della Provincia. L’opera di sistemazione idraulica, che partirà a breve nel bacino del corso d’acqua, nei territori di Pescara, Cepagatti e San Giovanni Teatino, è finanziata dal ministero dell’Ambiente per un importo di 1milione 549mila 370 euro.
Alla presentazione è intervenuto il presidente Antonio Di Marco, com il segretario generale dell’ente, Carlo Pirozzolo, il responsabile del procedimento Emanuele Ucci, e i rappresentanti dell’impresa che si è aggiudicata i lavori, la Rti Saceb srl di San Martino alla Marruccina (Chieti). La somma deriva da un vecchio finanziamento ministeriale del 2003 recuperato nel 2015 dalla Provincia. «Elaborato il piano preliminare, abbiamo eseguito un appalto per la progettazione integrata» spiega Pirozzolo, «tra maggio 2016 e giugno 2017 è stata indetta e svolta la conferenza dei servizi per acquisire i pareri degli enti e delle amministrazioni interessate, quindi l’approvazione del progetto definitivo. La stessa ditta alla quale sono stati affidati i lavori ha prodotto il piano esecutivo che ha consegnato un mese fa alla Provincia».
Entro marzo dunque, è questa è la notizia, le opere saranno affidate alla ditta. Il progetto presenta un quadro economico corposo e complesso per la sistemazione idraulica di 4 zone d’intervento nel tratto Chieti Scalo – Pescara. Gli interventi riguarderanno la riduzione del rischio idraulico per i centri abitati e le infrastrutture, il mantenimento e il ripristino del regime idraulico del fiume attraverso la sistemazione e la manutenzione delle sponde; la realizzazione di opere di difesa del suolo (scogliere e gabbionate), in coerenza con le principali tecniche di ingegneria naturalistica. L’intervento prevede anche opere di rinverdimento con la messa a dimora di talee ed essenze autoctone. «Soluzioni» commenta Di Marco «che saranno di grande aiuto alla rinaturalizzazione delle sponde e contrasteranno le conseguenze di future esondazioni».