Pronti a ripartire, protesta dei parrucchieri

5 Maggio 2020

Anche a San Giovanni Teatino c’è chi ha partecipato al flash mob: chiediamo di riaprire prima di giugno

SAN GIOVANNI TEATINO. «Abbiamo imparato l'arte e non vogliamo metterla da parte». «Anno bianco, aiuti statali o sciopero fiscale». «Riaprite la zecca e stampate la moneta». Con i cartelli di protesta affissi alle vetrine e l’Inno d'Italia suonato a palla dentro i negozi aperti solo per l’occasione, anche tra i parrucchieri e barbieri di San Giovanni Teatino c’è chi ha aderito al flash mob nazionale che si è svolto ieri dalle 12,30 alle 13,30 per chiedere al governo centrale la velocizzazione della riapertura delle attività, dopo due mesi di stop forzato a causa della pandemia. A San Giovanni Teatino solo in due, su una ventina, hanno partecipato all'iniziativa, Gabriella Primiterra, titolare di un’attività in via Garibaldi ed Ettore Caldarelli hair style di corso Italia. «La situazione è catastrofica, siamo abbattuti dopo due mesi di inoperatività e abbiamo paura per il futuro perché i pagamenti corrono, le tasse avanzano e i soldi liquidi non rientrano», commenta con durezza Primiterra, «chiediamo che ci facciano riaprire al più presto perché siamo pronti tra ambienti sanificati, spazzole monouso, gel, mascherine e guanti a disposizione dei clienti che sono esasperati e ci chiedono ogni giorno quando riapriamo. Io posso ospitare due persone per volta in 50 metri quadrati». Provvedimenti che, in generale, non escludono lievi ritocchi ai prezzi fissati da ciascun esercente. «Oggi (ieri ndc) molte attività qui intorno hanno riaperto i battenti, persino i dentisti sono operativi in caso di estrema urgenza», annota la parrucchiera di via Garibaldi che ha abbassato le saracinesche il 10 marzo scorso, «noi, invece, siamo fermi e ci resteremo fino al 1° giugno con l'incertezza che finora nessuno ci ha indicato i protocolli per ripartire in sicurezza. Ciò che abbiamo predisposto è solo frutto della nostra responsabilità. Non sappiamo neppure se fare o meno i tamponi per dare maggiori certezze alla clientela. Chiediamo l'anno bianco fiscale e aiuti statali per ripartire, non possiamo chiedere soldi in banca perché non possiamo permetterci di indebitarci ulteriormente». Sostengono di «avere paura di non farcela ad attendere ancora un altro mese senza incassare», incalza Primiterra, «io non posso pagare gli affitti e sono ricorsa al dilazionamento delle bollette. Dai 600 euro governativi, inoltre, detraggono 80 euro. E se non arriverà la rata di aprile, non so proprio come faremo ad affrontare tutte le spese». Confessa, infine, la parrucchiera: «Non mi vergogno a dire che per la prima volta in vita mia ho dovuto far ricorso ai buoni spesa e ringrazio il sindaco per questo aiuto a chi è in difficoltà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA