Pronto soccorso, altro giorno nero

3 Novembre 2021

E Pettinari (M5S) sollecita ordini di servizio e incentivi per portare nuovi medici

PESCARA. Un’altra giornata nera, ieri, al pronto soccorso, per pazienti e personale. Nel pomeriggio, 40 persone in attesa fra codici gialli e verdi. E c’è chi, prima di essere visitato, ha dovuto aspettare quasi otto ore. Due giorni fa, il primario Alberto Albani aveva ribadito che il problema dipende dalla mancanza di medici. Quattro per turno anziché sei. «Il punto è», aveva spiegato al Centro, «che i medici non ci sono perché non si trovano. E questo in tutta Italia. Ci sono pochi medici specialisti nelle urgenze». Per il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, che più volte ha sollecitato interventi, esistono delle soluzioni e vanno prese al più presto. «È inaccettabile, come denuncia lo stesso Albani», dice Pettinari, «che dove servono sei medici per turno ce ne siano solo quattro. Sono anni che denunciamo la cronica carenza di personale. Per la carenza di medici del pronto soccorso abbiamo chiesto a chi è alla guida della Regione, e quindi delle Asl, di avviare ordini di servizio per atti dispositivi che indirizzino i medici verso dove più serve. Inoltre, per evitare che i bandi di concorso restino vuoti, come sembra che accada e come sembra temere anche lo stesso Albani, abbiamo proposto di predisporre degli incentivi economici regionali per rendere più appetibile la destinazione».
Pettinari spiega di aver più volte chiesto all'assessore Verì e alla giunta regionale di procedere «fattivamente» alla risoluzione di questi problemi. «Vanno prese delle decisioni coraggiose», sottolinea, «ma bisogna farlo. E se quelle che proponiamo sono azioni che tamponano una carenza nel breve termine, è necessario guardare anche più lontano e aumentare in via definitiva il numero di personale sanitario in tutta la struttura: medici, infermieri e oss». Il vice presidente del Consiglio ribadisce che è indispensabile riqualificare tutta la rete di medicina territoriale per evitare l’ingolfamento di pazienti nel pronto soccorso di Pescara. «I presidi di Penne e Popoli», fa presente, «devono essere operativi al cento per cento, i distretti sanitari funzionare al massimo per evitare che troppi utenti si affollino proprio lì dove il personale manca». (a.d.f.)
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