Pronto Soccorso, dodici ore per una caduta

4 Gennaio 2018

Odissea per madre e figlio ferito: «Personale gentile e impegnato senza sosta, ma è una vergogna»

PESCARA. Dodici ore trascorse dentro al pronto soccorso dell'ospedale civile per effettuare una visita ortopedica.
È la disavventura vissuta da una madre, S.T., imprenditrice di Pescara, che insieme al figlio sedicenne con un ginocchio dolorante e gonfio a causa di una caduta, ha atteso il turno con codice verde dalle 15 di martedì alle 3.15 del mattino di ieri, mercoledì, quando il ragazzo «è stato dimesso», spiega la donna, titolare di una attività in via Milite Ignoto, «con una diagnosi di infiammazione al menisco da curare con farmaci, per ora. Ma nei prossimi giorni mio figlio dovrà sottoporsi a risonanza magnetica». Un'odissea «vergognosa» lunga 12 ore, prima nella piccola sala d’attesa del pronto soccorso di via Fonte Romana, poi in Pediatria al terzo piano, quindi in Ortopedia al secondo, dove mamma e figlio hanno potuto effettuare la visita a notte fonda.
«Siamo arrivati in pronto soccorso alle 15 di martedì», racconta la signora, «abbiamo spiegato il problema in accettazione, ci hanno dato il codice verde. Davanti a noi c'erano 19 persone in attesa. Occorreva tempo, considerate anche le urgenze, perché nelle ore successive sono arrivate 5 ambulanze con pazienti in codice rosso e giallo. Di lavoro, il personale ne ha avuto tanto, per carità, non lo nego. «Durante l'attesa», prosegue la donna, «mio figlio ed io siamo usciti dall'ospedale per tentare di fare una visita nelle strutture private di via Regina Margherita, trovata chiusa, e dA Feragalli dove non c’era un ortopedico presente. Alle 15,30 eravamo di nuovo al pronto soccorso. La situazione non era cambiata, ho chiesto che ci mandassero in Pediatria, non è stato possibile. Le ore passavano, la giornata di lavoro l’avevo persa, mio figlio era stremato e nervoso, non c’erano posti a sedere. Dopo continue insistenze alle 23.35 ci hanno mandato in Pediatria. Altre due ore di fila, ma il personale è stato gentilissimo. Alle 2,15 abbiamo potuto fare la visita in Ortopedia e le lastre in radiologia, alle 3.15 le dimissioni, siamo andati via stanchi e arrabbiati».
Disagi quotidiani al pronto soccorso che registra anche fino a 400 accessi al giorno. Più volte il primario Alberto Albani, che ha annunciato per la primavera l'inaugurazione del nuovo pronto soccorso, ha inviato i cittadini a rivolgersi, per casi non urgenti, ai distretti sanitari e ai medici curanti. (c.co.)