Pronto soccorso e proteste

25 Luglio 2018

PESCARA. Un’altra giornata campale, ieri, al pronto soccorso dell’ospedale civile di Pescara per personale e utenti. Come due giorni fa, anche ieri le attese hanno superato le otto ore, in...

PESCARA. Un’altra giornata campale, ieri, al pronto soccorso dell’ospedale civile di Pescara per personale e utenti. Come due giorni fa, anche ieri le attese hanno superato le otto ore, in particolare per i casi in codice verdi, quelli meno gravi, ma con pazienti non meno agitati. L’attesa infinita, esasperata dal caldo e dalla preoccupazione di trovarsi in ospedale ha finito così per scatenare le proteste di diversi utenti.
Solo due giorni fa era stato il sindacalista Umberto Coccia, capitato in pronto soccorso per una vicenda personale, a denunciare la situazione: «Sembrava un girone dell’inferno, a un certo punto non riuscivano a passare neanche le barelle», ha raccontato al Centro. Circostanze non smentite dallo stesso direttore del pronto soccorso Alberto Albani che, pur confermando le difficoltà causate dall’iperflusso dell’utenza che in estate lievita con i turisti, ha anche rilevato che «il 50 per cento sono pazienti che potrebbero essere dirottati a medici di base, distretti sanitari e ambulatori».