Pronto soccorso, oltre cento in attesa

23 Novembre 2022

Da lunedì sera, e per tutta ieri, preso d’assalto il servizio dell’emergenza: pazienti in coda per ore, sanitari sotto stress

PESCARA. Da una parte la risalita dei contagi, dall’altra i primi malanni di stagione e i traumi: da due giorni al pronto soccorso è di nuovo emergenza. Lunedì sera, alle 22.53, c’erano nella struttura 152 persone, 117 in trattazione, 24 in attesa con codice giallo e 11 con codice verde. Nella notte, la situazione è ulteriormente peggiorata, tanto che diversi pazienti sono stati dirottati verso gli ospedali più vicini. Ieri mattina, alle 9.30, c'erano 103 persone in trattazione, 13 codici gialli e 9 codici verdi con un tempo di attesa di 8 ore; alle 12.20 le persone in trattazione sono diventate 116, ben 22 i codici gialli, 9 quelli verdi e un codice bianco. E così è andata avanti per tutta la giornata. Alle 18, c'erano 115 pazienti in trattazione, 19 codici gialli in attesa, 10 codici verdi, un codice bianco.
Risultato? Utenti costretti ad aspettare ore, e il poco personale in servizio costretto a fare i salti mortali per cercare di garantire a tutti le cure. «La situazione è drammatica», sottolinea Francesco Marcucci, segretario generale della Uil Fpf di Pescara. «Il punto è che non ci sono posti letto nei reparti e quindi i pazienti restano bloccati al pronto soccorso. Da servizio di emergenza sta diventando un reparto di degenza. Il problema di fondo, come è stato più volte detto, è che non funziona il territorio. La medicina territoriale fa acqua da tutte le parti. E questo è il risultato. C’è anche da dire che tutti, e per ogni cosa anche minima, si riversano sul Santo Spirito».
Per Luca Ondifero, segretario della Cgil di Pescara, «è sempre la stessa storia. Bisogna potenziare il pronto soccorso e puntare sulla medicina territoriale, che è l’unica a poter fare da filtro. Non in ultimo, ad aggravare la situazione, ci sono le liste d’attesa lunghissime. Molti, non potendo aspettare 6,7, 10 mesi e anche un anno se non due, per fare una visita o un esame vanno al pronto soccorso. Noi sappiamo bene che è un reparto delicato, ma bisogna intervenire. Il servizio va migliorato e ci vogliono risorse. Le aggressioni che di tanto in tanto accadono, dipendono da tutto questo».
La Asl, da parte sua, fa sapere che «si stanno mettendo in piedi tutta una serie di azioni con interventi ad hoc», a cominciare dall'assunzione dei medici. Domani ci sarà la valutazione dei titoli per quei sanitari (4/5) che hanno risposto all’avviso dell'Azienda. I problemi, secondo ll’azienda sanitaria, comunque nascono anche dal fatto che spesso il pronto soccorso viene utilizzato «senza discernimento» e tanti accessi si rivelano inappropriati.
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