Pronto soccorso sovraffollato: ecco il sito per evitare le attese

Adesso i cittadini possono controllare in tempo reale le file all’ospedale di Pescara, Penne e Popoli Marcucci (Uil): «Chi non ha un’emergenza grave, può andare nella struttura dove c’è meno gente»
PESCARA. Prima di raggiungere il pronto soccorso si può sapere, direttamente da casa, quante persone sono in attesa di essere visitate. E, di conseguenza, si può decidere di raggiungere un altro ospedale, per evitare quelle attese interminabili che spesso si verificano al pronto soccorso di Pescara, dove gli accessi sono continui e la mole di lavoro per il personale è enorme, con i reparti che non sempre possono assorbire subito tutti i ricoveri. È stato così anche negli ultimi giorni: il 15 e il 16 agosto sono stati 110 i pazienti trattati ogni giorno al pronto soccorso, un numero enorme. Ora c’è uno strumento a disposizione dei cittadini: collegandosi al sito internet della Asl (www.asl.pe.it) è possibile sapere in tempo reale (cliccando su “Situazione pronto soccorso”) quante persone sono in attesa in codice rosso, quante in codice giallo, quante in codice verde e quante in codice bianco. Queste informazioni sono disponibili per tutti e tre gli ospedali della Asl: Pescara, Penne e Popoli. E sono fondamentali per chi ha intenzione di dirigersi al pronto soccorso di Pescara (il 70% degli accessi non avviene con il 118) ma non ha una reale emergenza e rischia di mettersi in fila per ore, ingolfando ulteriormente il sistema.
La Asl ha studiato varie azioni per superare i problemi del sovraffollamento, ma questa è già fruibile, on line: è sufficiente controllare su internet, dal telefonino, fa sapere dalla Uil Fpl Francesco Marcucci che più volte ha chiesto soluzioni. «È bene comunicare e pubblicizzare l’esistenza di questo servizio», dice Marcucci. «Si sta lavorando per superare i problemi del pronto soccorso per cui è importante far sapere ai cittadini quanto è lunga la lista di attesa che devono affrontare, per orientarne le scelte. Se, per esempio, aprendo il sito internet della Asl, si scopre che al pronto soccorso di Pescara ci sono 18 codici gialli, 12 verdi e un bianco», come accadeva ieri sera alle 19.40, «si può decidere di andare a Popoli oppure a di Penne, se si tratta di situazioni non emergenziali». Alla stessa ora, ieri, a Popoli, non c’era nessuno in attesa e a Penne c’erano 6 verdi. «In casi come questo i cittadini, pur senza essere medici di se stessi, anziché raggiungere l’ospedale di Pescara possono tranquillamente spostarsi negli altri due nosocomi per ridurre drasticamente l’attesa, e tornare a casa in tempi ragionevoli, dopo la visita, anziché aspettare ore e ore al pronto soccorso di Pescara. È un po’ come al supermercato», dice sempre il sindacalista. «Se ti accorgi che c’è una fila lunghissima per raggiungere una cassa, sicuramente scegli quella dove non c’è nessuno o quella dove ci sono pochi clienti in fila. Bene, ora c’è la possibilità di sapere, da casa, quante persone sono in fila al pronto soccorso, per decidere di conseguenza quale pronto soccorso è meglio raggiungere». Il rappresentante della Uil va anche oltre. «Considerato che lo stesso servizio è già attivo nelle altre Asl, si può anche scegliere di spostarsi al pronto soccorso di Chieti oppure, ad esempio, a quello di Atri (sui siti delle due Asl viene segnalato anche il tempo medio di attesa), se non nelle Asl delle altre due province. È un modo per tagliare i tempi di attesa in maniera autonoma senza mettersi in coda e senza correre il rischio di rimanere delusi per un’attesa troppo lunga. Dal punto di vista della prestazione non c’è assolutamente alcuna differenza», dice sempre Marcucci rivolgendosi agli scettici. «Il trattamento è lo stesso, nei vari ospedali e, se c’è bisogno, ci si può spostare a Pescara per una consulenza. Bisogna entrare in un’ottica diversa: ci sono prestazioni, quelle dei codici gialli e verdi, che possono essere garantite in tempi brevissimi. Se ci si taglia un dito mentre si pulisce la frutta può essere inutile andare a Pescara e aspettare ore. È meglio andare direttamente in un altro ospedale».

