Protesta contro il traforo per la ferrovia

Combattelli chiede un intervento dei sindaci di Popoli, Bussi e Vittorito: il monte Morrone non si tocca
POPOLI. Dopo le manifestazioni e la contestazione dei movimenti ambientalisti della Valle Peligna, anche a Popoli parte la protesta contro il progetto di un nuovo collegamento ferroviario Roma-Pescara che attraversa l’entroterra pescarese passando per il monte Morrone. A risvegliare gli animi, con il fine di ottenere un impegno ufficiale delle istituzioni locali, la consigliera di minoranza Vanessa Combattelli che ha presentato una mozione per impegnare il sindaco Concezio Galli a incontrare i primi cittadini dei comuni limitrofi di Vittorito e Bussi sul Tirino, Carmine Presutti e Salvatore Lagatta, «per programmare una azione congiunta ad impedire un progetto che provocherebbe un danno ambientale irreparabile ed escluderebbe Popoli ed il territorio interno da una indispensabile via di comunicazione, verso la quale fanno riferimento tutti i comuni limitrofi».
L’area interessata dal progetto è di interesse comunitario, ricadente tutta entro i confini del Parco nazionale della Maiella oltre che sismicamente di alta pericolosità perché segnata da una faglia fra le più attive del centro Italia; la stessa zona è sede delle sorgenti del fiume Giardino che attraversa la città ed unisce la sua portata con quella del fiume Pescara.
«La mia mozione», spiega la consigliera, «rappresenta un continuum di presa d’atto, che già c’è stato da parte del sindaco e dell’amministrazione lo scorso 27 gennaio in consiglio comunale, quando furono condivisi obiettivi di salvaguardia del territorio. Sia chiaro», va avanti la consigliera, «non siamo contrari per principio ai progetti innovativi che possano rendere le infrastrutture più rispondenti alle necessità dello sviluppo territoriale e alla possibilità di arricchire le aree interne di servizi adeguati, ma riteniamo che la salvaguardia del territorio e della sue ricchezza naturali venga garantito, attesa la fragilità di un territorio, che già stressato dai cambiamenti climatici in atto, non può essere sottoposto ad azioni severe e distruttive come quelle richieste da una galleria e dalle tante opere necessarie a realizzare una linea ferrata». Popoli, città delle acque e sede della riserva naturale delle Sorgenti di Capo Pescara, perderebbe anche questa sua identità.

