Protesta dell’Avis: colazioni scarse

14 Luglio 2020

Il presidente: «È cambiata la formula per reintegrare i donatori» 

POPOLI. Sono stati una quindicina, domenica a Tocco, i volontari che si sono presentati all’autoemoteca Avis di piazza Giovanni XXIII per donare il sangue. Una sensibilità che però stride con quello che lamentano i donatori di sangue dell’Avis di Tocco da Casauria e dei centri del circondario dell’ospedale di Popoli al quale fanno capo per le loro donazioni.
A sollevare la questione è il presidente dell’Avis di Tocco, Orlando Galli il quale rimarca che « ai donatori che si prestano alla donazione e alla quale devono arrivare digiuni, dopo viene offerta una colazione che prima era soddisfacente e veniva consumata anche al bar dell’ospedale con briosche e cappuccino. Da tempo le modalità di erogazione sono cambiate e, frugalmente, si consuma qualcosa nelle stanze del reparto trasfusionale adibite a questa funzione dove i donatori, dopo la prestazione, sostano per circa mezz’ora. Una colazione», fa notare Galli, «che ha la funzione di reintegrare immediatamente le energie portate vie con l’efflusso di sangue: una merendina, accompagnata con un succo, non certo soddisfa le esigenze dello stato post donazione». Galli aveva proposto di dotare i donatori di una chiavetta per usufruire di vivande da un distributore automatico, cosa però non consentita dalle leggi vigenti. «In altri centri però», dice Galli, «vengono offerti ristori più abbondanti, comprensivi anche di frutta e altre vivande».
Galli contesta anche le modalità di recapito dei risultati delle analisi di prassi inviate al donatore: «A Popoli si utilizza ancora l'invio postale, non essendo consentito, per privacy, l'invio telematico, ma i tempi lunghi incidono sui rischi del donatore che potrebbe scoprire tardivamente eventuali discostamenti, più o meno gravi, dei parametri del sangue e non avviare con tempestività le cure necessarie».
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