Protesta per la movida rumorosa

15 Settembre 2023

I residenti accusano il Comune: «Superati i limiti e non si interviene»

PESCARA. Riparte la protesta dei residenti del centro contro i rumori della movida. All’indomani della pubblicazione dei risultati dei controlli effettuati dall’Arta, in cui sono evidenziati dei superamenti dei limiti dei decibel nelle ore notturne nel mese di luglio scorso, il comitato Tranquillamente Battisti è tornato alla carica e ha accusato l’amministrazione comunale e il capo dei vigili Danilo Palestini di non fare nulla per risolvere il problema.
«Il problema del rumore in piazza Muzii va risolto immediatamente», dice il portavoce del comitato Federico Di Filippo, «non è possibile che i residenti continuino ad assistere a questo atteggiamento omissivo di chi non esercita le deleghe e i poteri che gli sono attribuiti». «Che nulla sia stato fatto nel concreto», afferma, «lo certificano i risultati dell’ultimo monitoraggio dell’Arta che, tra l’altro, lo scorso anno sottolineava; “Si è ritenuto superfluo ripetere i monitoraggi in assenza di provvedimenti concretamente messi in atto dal Comune che potessero aver significativamente inciso sulla situazione di diffuso superamento dei limiti già riscontrata nel 2021”». «E non possiamo che concordare con il giudizio dell’Arta», fa presente Di Filippo, «in quanto noi residenti abbiamo ripetutamente invitato l’amministrazione comunale ad affrontare problemi specifici. Più volte sono state segnalate al sindaco e al comandante della polizia locale fatti e condotte deplorevoli che acuiscono il rumore notturno e creano situazioni di pericolo, affinché costoro potessero disporre accertamenti. L’ultimo invito formale risale al 20 luglio. Purtroppo tali segnalazioni non hanno avuto il seguito che meritavano, tanto che oggi il quartiere è una specie di zona franca dove il malcostume non trova censura. Noi residenti abbiamo profuso ogni sforzo possibile per incentivare l’adozione di soluzioni concrete, abbiamo persino offerto la nostra disponibilità a rinunciare ad ogni forma di risarcimento economico richiesto nella causa in corso per i danni da movida».
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